È importante determinare le cause della difettosità e migliorare l’aspetto estetico e le caratteristiche funzionali di un prodotto. Ecco qualche consiglio per evitare i danni che si possono originare durante l’uso e la manutenzione.

Molte volte, per un’errata manutenzione o durante l’uso di un capo, si manifestano difetti che necessitano di un intervento e un’analisi a monte delle cause che hanno portato a quella situazione. Rivolgendosi a un laboratorio è possibile ricevere tutte le istruzioni per migliorare il risultato e portarlo allo standard qualitativo minimo.
Di seguito alcuni esempi recenti dei casi manifestati con maggiore frequenza: vediamo insieme i suggerimenti ai singoli problemi.

Istruzioni per eliminare i difetti

Snagging

È un difetto che si verifica soprattutto nell’abbigliamento sportivo con fili continui di poliestere o nylon, e che si manifesta con fili tirati ed eccessiva peluria delle zone più esposte (Fig. 1). A parità di titolo del filato, la tendenza allo snagging diminuisce all’aumentare del diametro o denaratura dei filamenti (in corrispondenza diminuisce il numero dei filamenti). In questo caso, è bene ridurre il numero dei filamenti costituenti il filato e dare delle torsioni al filo.

Difetti
Fig. 1

Ingiallimento fenolico

Si verifica quando le sostanze fenoliche, reagendo con gli ossidi di azoto presenti in un ambiente non ben aerato, danno luogo a sostanze chimiche che assorbono nell’intervallo fra i 550-600 nm, assumendo una colorazione tipica giallastra.
L’affinità dei derivati fenolici per le fibre tessili è differenziata: alta affinità per il poliammide, minore per il poliestere. Un’influenza determinante deriva dal finissaggio o dall’avvivaggio di tali fibre. Sono critici i prodotti fortemente cationici (ad esempio gli ammorbidenti), che formano composti di addizione con i derivati fenolici debolmente anionici. Questi composti non sono volatili e sono difficilmente eliminabili con il lavaggio.

Passaggio piume

La resistenza al passaggio delle piume (Fig. 2) dipende da numerosi fattori, come la qualità del piumaggio, la distribuzione dei fori di intersezione tra trama e ordito, le dimensioni dei fori che devono essere inferiori a 10 micron. Un fattore importante è la resistenza alla stramatura (Fig. 3), e lo sforzo necessario per aprire la cucitura di 2,5 mm deve essere superiore a 5,5 kg. Altri fattori sono la resistenza al passaggio d’aria standard (0,06-0,07 litri/min x cm2 con una depressione di 250 Pascal), la carica elettrostatica (dev’essere inferiore a 1kv) e la forma dell’ago usato per cucire: nei fori dell’ago a punta le fibre fuoriescono più difficilmente rispetto all’utilizzo di aghi a palla (Fig. 4).

Difetti: quali test conviene fare

Per ogni variabile qualitativa, il laboratorio tessile moderno dev’essere in grado di stabilire lo standard qualitativo minimo, in base alle prestazioni d’uso che lo stesso laboratorio è riuscito a costruire in base all’esperienza accumulata negli anni, basandosi su difetti emersi e oggetto di segnalazioni dei clienti stessi.

Solidità del colore all’acqua corrente di acquedotto

In questo test si pone un pezzo di tessuto sotto il rubinetto, appoggiato su un bicchiere, e si lascia cadere un filo di acqua per 4 min; poi si verifica il degrado di colore provocato dall’acqua corrente (Fig. 5).

Difetti
Fig. 5

Coibenza termica

Nei campioni viene inserita una massa di ferro di 4 kg e una sonda termometrica, e si porta il tutto a 40° C in stufa ventilata; quando la temperatura si è stabilizzata, si sposta il campione in cella frigorifera a -30° C, rilevando la temperatura all’interno e all’esterno del campione (con altra sonda termometrica) a ogni minuto e creando un gradiente termico.

Usura contro barba

Tra i danni frequenti c’è anche l’usura, la cosiddetta “barba” (Fig. 12). Il test per prevenire questo tipo di danno si realizza utilizzando un apparecchio (snagging tester) che piega il tessuto a triangolo, con supporto all’interno per simulare lo sfregamento del collo contro una superficie ruvida che simula la “barba” (Fig. 13).

 

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