Tra realtà e contraffazione: influencer e dupe influencer

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di Luca Mariani – Jacobacci & Partners

Avevato già sentito l’espressione “dupe influencer”? Da dieci anni circa, quella dell’influencer è diventata una professione molto ambita: un’industria che nel 2022 si stima varrà 22 miliardi di dollari.
Alcuni influencer sono ingaggiati come brand & lifestyle ambassador dalle Case di Moda: la loro professione non è solo pubblicizzare i prodotti e i marchi delle maison, ma anche uno stile di vita charmant ed elitario che si riflette sul brand.
Grazie alla loro abilità di attrarre l’attenzione su determinati prodotti e suscitare l’interesse del pubblico, tali figure giocano un ruolo chiave nella creazione di un collegamento tra Fashion brand e consumatori, influendo sulle loro decisioni di acquisto: si instaura quindi un’osmosi irreversibile tra il mondo dei social e l’Industria del Fashion.

I dupe influencer

Che la vita degli influencer non fosse esattamente come appare nei post su Instagram e nei video di TikTok era facilmente intuibile, così come il fatto che anche le fotografie e le riprese postate potessero essere frutto di qualche ritocco. In alcuni casi, però, la verità supera le più fantasiose supposizioni: finte non sono solo le foto, ma anche i prodotti fotografati. L’ultima frontiera del commercio sui social, infatti, è quella di usare i post e le stories come mezzi per pubblicizzare e vendere vere e proprie contraffazioni di prodotti e di marchi celebri.

Così oggi in tendenza non ci sono più solo capi d’abbigliamento firmati, ma anche e soprattutto le repliche a basso costo: li chiamano “dupe”, che sta per “duplicato” o “copia”, e i loro promotori sono chiamati “dupe influencer”.

Ma come e perché si è originato questo fenomeno?

Consigli per gli acquisti

Il mercato degli influencer, per quanto dorato, si evolve velocemente. Con l’aumentare delle piattaforme digitali, infatti, è cresciuto esponenzialmente il numero di persone che tentano di intraprendere tale professione. Siamo dunque passati da pochi macro-influencer, che contavano milioni di follower, a un esercito di micro e nano-influencer che ne contano qualche migliaio.

Come è inevitabile, non tutti ricevono dalle case di Moda la medesima considerazione e i relativi benefit: di conseguenza, alcuni dei micro e nano-influencer hanno trovato un nuovo modo di monetizzare la loro esposizione mediatica.

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