Escursionismo, trekking, hiking, packpacking: sono tutti termini ben noti a coloro che praticano sport, persone che – oltre a sapere conoscere a perfezione le regole previste dall’attività prescelta e dall’allenamento – sa anche come vestirsi adeguatamente. Vediamo una rapida guida delle caratteristiche dei capi di abbigliamento sportivo e la relativa manutenzione.

Gli sportivi lo sanno. Un capo di abbigliamento che viene utilizzato per svolgere attività di escursionismo o di trekking deve presentare delle caratteristiche ben precise: deve essere impermeabile all’acqua e al vento, traspirante e permeabile al sudore, leggero e di minimo ingombro, resistente e isolante. Tali caratteristiche, tuttavia, possono decadere nel tempo a causa dell’uso e della manutenzione, dando così luogo a difettosità.

Impermeabilità all’acqua

Apparecchio per misurare l’idrorepellenza, ossia la resistenza alla bagnatura superficiale: si utilizzano un dispositivo per la spruzzatura composto da un imbuto alla cui estremità è collocato uno spruzzatore di metallo, e un porta-provette costituito da due anelli all’interno dei quali viene fissata la provetta

L’impermeabilità all’acqua si esprime attraverso due grandezze: la resistenza alla bagnatura superficiale e la resistenza alla colonna d’acqua.

Per quanto riguarda la resistenza alla bagnatura superficiale, si utilizzano un dispositivo per la spruzzatura che è composto da un imbuto alla cui estremità è collocato uno spruzzatore di metallo, e un porta-provette costituito da due anelli all’interno dei quali viene fissata la provetta [Fig. 1].

Questa prova determina l’indice di bagnabilità per confronto tra l’aspetto della provetta e quello dei campioni descrittivi e fotografici forniti dalla norma di riferimento. Visivamente si valuta l’indice di bagnabilità secondo scale descrittive (ISO) o fotografiche (AATCC).

L’intervallo previsto dall’indice ISO va da 1 (bagnatura di tutta la superficie) a 5 (superficie completamente asciutta).

Tale metodo non fornisce indicazioni sulla resistenza alla penetrazione della pioggia (per misurare la quale si ricorre al test della colonna d’acqua).

Lo standard minimo per tessuti tecnico-sportivo è il valore 4. Spesso il lavaggio, in particolare ad acqua, provoca un forte riduzione dall’indice 4 all’indice 2, con un conseguente appesantimento del capo sottoposto a pioggia. A causa del lavaggio si verifica infatti un degrado dei prodotti di finissaggio che sono stati applicati al tessuto per renderlo impermeabile.

Colonna d’acqua

La colonna d’acqua, invece, indica la pressione espressa in millimetri che può gravare su un materiale prima che questo consenta all’acqua di penetrare. Più alta è la colonna d’acqua, maggiore è l’impermeabilità in rapporto al tempo di esposizione all’acqua [Fig. 2 e Fig. 3].

Lo standard minimo per tessuti tecnico-sportivi è 15.000 mm (spesso il lavaggio, in particolare ad acqua, provoca una forte riduzione di spessore e la conseguente entrata dell’acqua sotto pioggia battente).

Un’importante osservazione di cui tenere conto: altissime impermeabilità all’acqua comportano un potere di traspirazione basso.

Impermeabilità all’aria

Fig. 4 – Apparecchio per misurare la resistenza al passaggio d’aria. Lavaggi ripetuti ad acqua possono provocare la riduzione di spessore e aumentare la permeabilità all’aria

Oltre all’impermeabilità all’acqua, per non accusare freddo è importante anche il grado di resistenza al vento che si misura in – o sotto – una determinata pressione [Fig. 4]. Il valore che equivale a 0 corrisponde alla protezione totale dal vento ed è indicato per le rigide temperature invernali, poiché in questo caso l’abbigliamento deve prima di tutto schermare dal vento per poter proteggere dal freddo. Valori inferiori da 0,05 a 0,1 sono accettabili. Lavaggi ripetuti ad acqua possono provocare la riduzione di spessore e aumentare la permeabilità all’aria.

Leggerezza

La leggerezza di un capo dipende dal peso del filato e dal peso specifico del materiale. Riguardo al peso del filato di un tessuto, l’unità di misura è in “denari”; la densità lineare D è la massa espressa in grammi (1 g) di un filo di lunghezza pari a 9 km. Si tratta di un aspetto che deve interessare soprattutto coloro che praticano hiking e trekking.

La resistenza

Le resistenze dei tessuti sono invece fondamentali per attività su roccia o ghiaccio, dove abrasione e sfregamento sono molto frequenti. Si controlla in particolare la resistenza allo snagging, la maggior parte dei capi di abbigliamento sportivo sono realizzati in filo continuo in puro o in mista; infatti le sollecitazioni di sfregamento contro superfici non lisce o spigolose, abituali per tale sport, provocano la formazione di neps o pils in superficie provocati dalla rottura dei filamenti costituenti il filo.

Fig. 5 – Strumento per la prova di snagging. I campioni di tessuto vengono inseriti uno alla volta su un tamburo cilindrico rivestito di feltro che ruota in senso orario e, mentre ruotano, una palla chiodata detta “mace” saltella casualmente sul tubolare provocando i vari tipi di snaggings

La prova di snagging si effettua con lo strumento snagging tester indicato in Fig. 5.

Dal tessuto vengono tagliati dei campioni in senso ordito – o file – e in senso trama – o ranghi – con misure predeterminate tramite opportuno calibro e cuciti a mo’ di tubolare; successivamente vengono inseriti uno alla volta su un tamburo cilindrico rivestito di feltro che ruota in senso orario. Mentre il tubolare infilato sul cilindro ruota, una palla chiodata detta “mace” saltella casualmente sul tubolare provocando i vari tipi di snaggings: rotture dei filamenti, fili tirati, deformazioni e simili. Il grado di snagging è valutato tramite il paragone dei campioni. La prova normalmente dura 10 minuti (600 rotazioni con velocità del tamburo 60 giri/min). Dopo la prova, il testimone simula l’aspetto del capo dopo circa 20 giorni di indosso.

La resistenza allo snagging si esprime con un numero che va da 1 (pessimo) a 5 (ottimo) utilizzando una scala di riferimento universale.

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