Avv. Giuseppe Croari – Dott. Luigi Muraca
Il 9 luglio di quest’anno è stata pubblicata nel Journal Officiel (la Gazzetta ufficiale francese) una nuova legge in materia di fast-fashion. In particolare, la legge riguarda soprattutto quello che viene chiamato “ultra fast-fashion”(in francese “mode ultra-express”), occupandosi quindi della versione più estrema di questo fenomeno commerciale.
Cerchiamo di capire quindi come agisce la nuova legge approvata dal parlamento d’oltralpe, e se potrebbe costituire fonte d’ispirazione per altri stati membri dell’UE.
La definizione di ultra fast-fashion
La nuova legge francese (loi n° 2026-602) agisce per mezzo di una serie diforti disincentivi economici finalizzati a colpire le pratiche commerciali di fast-fashion, o meglio, di ultra fast-fashion. La legge identifica l’ultra fast-fashion differenziandola dalle altre forme di fast-fashion e vendita di abbigliamento a basso costo per mezzo di due criteri:
- la quantità dicapi di abbigliamento immessi sul mercato (che, per rientrare nei parametri stabiliti dalla legge, dovrà essere molto elevata);
- lo scarso incentivo alla riparabilità dei capi.
Le due condizioni sono cumulative. Questo vuol dire che a rientrare nell’ambito di applicazione della legge saranno esclusivamente pochi giganti del fast-fashion, mentre saranno escluse tutta una serie di altre piattaforme e marchi che, pur operando in maniera simile, non raggiungono entrambe le condizioni di applicabilità.
Cosa stabilisce la loi n° 2026-602
Come già menzionato, la legge francese costruisce la sua efficacia su un sistema di disincentivi finanziari. Le penalità economiche non sono applicate globalmente all’impresa sanzionata, ma vengono comminate sul singolo capo d’abbigliamento, il che rende la legge idonea a mantenere la sua capacità dissuasiva nel tempo, differentemente da altre impostazioni sanzionatorie con effetti una tantum.
Ad esempio, gli importi delle sanzioni applicabili nel 2026 partono da 0,50 € per prodotto (esempio per un mutandone o delle calze) fino a 12 € (per un cappotto o una giacca). Queste sanzioni aumenteranno progressivamente, potendo raggiungere i 19,50 € per alcune tipologie di prodotti a partire dal 2030. Ad ogni modo, la normativa francese secondaria stabilisce con delle tabelle di riferimento quali saranno i precisi scaglioni sanzionatori.
Le novità per gli influencer
La legge agisce poi sulla pubblicizzazione dei prodotti ultra fast-fashion con nuove disposizioni che riguardano anche il ruolo degli influencer. La legge vieterà, a partire dal 1° gennaio 2027, qualsiasi forma di pubblicità sui media a favore di articoli o marchi di moda ultra-rapida, equiparando quindi le norme per i capi di abbigliamento ultra fast-fashion a quelle già esistenti in Francia per altri prodotti, come tabacco o energie fossili.
Per quanto riguarda gli influencer le disposizioni della legge sono molto chiare: da quella data il divieto si estenderà agli influencer commerciali, indipendentemente dal fatto che la loro attività di promozione abbia generato o meno una contropartita economica (ad esempio, doni o prestiti di capi d’abbigliamento).
Chi violerà questo divieto rischierà una sanzione amministrativa fino a 100.000 euro.
Inoltre, gli operatori dell’ultra fast-fashion non potranno più utilizzare la parola “gratis” come strumento di marketing o promozionale.
Conclusioni
L’efficacia di questa nuova legge francese sarà verificabile nei prossimi anni. È evidente però come si tratti solo dell’ultimo esempio nel panorama europeo di una normativa che mira a colpire i settori meno sostenibili del mondo della moda (qui ci eravamo occupati, ad esempio, anche del Regolamento 2024/1781, il cosiddetto Ecodesign for Sustainable Products Regulation ). I legislatori del continente si stanno muovendo sul tema sempre di più, probabilmente grazie alla grande sensibilità che ormai larghe fasce della popolazione hanno in materia. Resta da capire se la legislazione francese rimarrà un unicum, o se sarà presa ad esempio da altri stati nazionali europei.




