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Lunedì sono stati presentati i risultati della Ricerca 2018 dell’Osservatorio eCommerce B2c, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm.

L’obiettivo dell’Osservatorio eCommerce B2c è di monitorare l’evoluzione del commercio elettronico in Italia, quantificando il valore di mercato, studiando i modelli di business di riferimento e le direttrici di sviluppo. La ricerca punta a diffondere conoscenza sullo stato dell’arte e sull’evoluzione futura dell’eCommerce B2c in Italia, sensibilizzando i decision maker e supportando i player del settore nella comprensione delle dinamiche in atto e nell’elaborazione di strategie per essere più presenti sul canale online.

In quest’ottica prosegue la collaborazione con Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano che raggruppa un’ampia compagine di operatori dell’eCommerce operanti nel nostro Paese.

L’eCommerce trainato dall’Abbigliamento

Secondo i dati raccolti, gli acquisti online nel settore dell’abbigliamento crescono del 20% e sfiorano i 3 miliardi di euro. Questo accade non solo grazie al Fashion di lusso, ma anche alla componente mass market.

«Il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail, grazie alla crescita più sostenuta rispetto al canale fisico, ha guadagnato anche quest’anno un punto percentuale, raggiungendo il 6,5%: l’e-commerce, pur avendo un peso assoluto ancora ridotto, si sta appropriando quasi integralmente dell’aumento dei consumi» ha dichiarato Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2C. «Rimangono significative le differenze tra i diversi comparti: si passa dal 34% nel turismo e trasporti e dal 24% nell’informatica ed elettronica, allo 0,8% nel food&grocery. Nel mezzo troviamo abbigliamento, arredamento e home living, editoria e assicurazioni, con tassi di penetrazione compresi tra il 5% e il 15%».

Un terzo dell’e-commerce passa dallo smartphone (era il 25% nel 2017), ma nella Penisola il desktop è ancora molto utilizzato. Nel caso dell’abbigliamento, la quota dell’acquisto da mobile sul totale è particolarmente elevata: 45%.

Nel 2018 l’Export (in questo caso inteso il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri) vale 3,9 miliardi di euro e rappresenta il 16% delle vendite eCommerce totali. L’abbigliamento è il principale comparto nell’esportazione e costituisce circa i due terzi dell’Export di prodotto.

L’Italia si apre all’eCommerce

«Nel mondo quasi 2 miliardi di persone comprano online e, in questo contesto, negli anni passati l’Italia è rimasta in ritardo nel servire il mercato globalizzato» afferma Roberto Liscia, Presidente Netcomm. «Questa lentezza ha fatto sì che l’export dei nostri prodotti attraverso il canale digitale perdesse punti, limitandone così la crescita. Il 2018 è sicuramente un anno di svolta per le imprese italiane, che hanno deciso di cambiare drasticamente il loro atteggiamento nei confronti del digitale e hanno iniziato sia a investire in tecnologie online sia a servire i clienti digitalmente attraverso i canali fisici. Questo cambio di paradigma ci porterà dei sicuri benefici economici e industriali di cui oggi si vedono soltanto le prime avvisaglie. La possibilità di sfruttare il grande valore del  Made in Italy per una platea globale ci porterà a considerare in maniera diversa il sistema competitivo con cui confrontarci nei prossimi anni».

Aggiunge inoltre: «Molte imprese italiane hanno ben compreso che i loro clienti sono già entrati in una fase di totale digitalizzazione attraverso l’uso di diversi strumenti tecnologici. Di conseguenza anche la distribuzione fisica, che rappresenta per l’Italia un fiore all’occhiello, può essere ulteriormente valorizzata innestando tecnologie che possono accrescere esperienzialità e personalizzazione del cliente italiano e internazionale, anche in relazione al rapporto costruito col territorio e con i centri della cultura e dello shopping».

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