Etichette tessili: presto in vigore il nuovo regolamento

A partire dall’8 maggio 2012 sarà in vigore il nuovo regolamento UE 1007/2011 relativo alla denominazione delle fibre tessili e della etichettatura di composizione fibrosa dei prodotti tessili. Pubblicato sulla gazzetta ufficiale della Unione Europea del 18 ottobre 2011 il nuovo regolamento si differenzia dalle precedenti norme per le seguenti tematiche: la presenza di parti non tessili di origine animale nei prodotti tessili deve essere indicata la dicitura “contiene parti non tessili di origine animale”, non può essere applicato a prodotti tessili dati in lavorazione a lavoranti a domicilio o a imprese indipendenti che lavorano a partire da materiali forniti loro senza dar luogo a cessioni a titolo oneroso, o a prodotti tessili confezionati su misura da sarti operanti in qualità di lavoratori autonomi. Possono inoltre essere indicate solo le 48 fibre indicate dal regolamento. La denominazione “altre fibre” deve essere usata per indicare l’insieme delle fibre che collettivamente raggiungono il 15%, ciascuna delle quali non raggiunga il 5% in peso della composizione del prodotto. Nel caso si voglia specificare il peso di una delle fibre presenti in misura inferiore al 5% è necessario indicare anche la composizione delle altre fibre.

Il documento completo è disponibile cliccando qui

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4 total comments on this postInvia il tuo
  1. Salve, lavoro con façonisti Cinesi e per mettermi in regola con la normativa vigente devo chiedere ad ognuno di apporre questa nuova etichetta per i capi che usano retro cinta in pelle e bottoni in madreperla (gli unici accessori di derivazione animale che attualmente usiamo).
    Qualcuno mi sa dire se basta scrivere in Italiano ed Inglese per l’importazione in EU?

    • Gentile sig. Gozzini,

      il requisito di etichetta “contiene parti non tessili di origine animale” non riguarda l’ingresso nella comunità europea, bensì la distribuzione ai consumatori europei. Il regolamento 2011/1007/CE prevede, all’articolo 16 punto 3: “L’etichettatura o il contrassegno sono redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro sul cui territorio i prodotti tessili sono messi a disposizione del consumatore, a meno che lo Stato membro interessato disponga altrimenti”; per cui non è un requisito in ingresso bensì in uscita quando l’articolo è immesso sul mercato. Va da sè che se un distributore vuole distribuire direttamente prodotti importati dalla Cina, dovrà prevedere di mettere la dicitura nelle lingue dei Paesi in cui prevede di mettere a disposizione il prodotto, ma questo non sarà un requisito determinante per l’importazione.
      Un cordiale saluto,
      Vittorio Cianci, Lart Laboratorio Tessile lart@lartessile.it

  2. Buongiorno,

    sono titolare di impresa individuale inserita come produzione e vendita abbigliamento. stò partendo con una piccola produzione di capi, che verranno venduti nel mio negozio e in e-commerce, insieme ad altri capi acquistati da altre aziende.

    I capi sono confezionati da laboratori esterni, pertanto come mi devo comportare con le etichette di cui sopra?
    devo inserire la composizione chimica e per i componenti di % complessiva non superiore al 15%, posso indicare altre fibre? simboli lavaggio. il made in italy è indispensabile? e soprattutto io come mi devo regolare in merito alla dicitura: contiene parti non tessili di origine animale?
    Resto in attesa di gentile riscontro. Grazie

    • Al momento della vendita al pubblico i capi devono essere etichettati. L’etichettatura prevista dalla legge
      consiste nel riportare l’indicazione della ragione sociale o del marchio registrato del produttore di fibre o
      del fabbricante o dell’importatore o del commerciante (grossista o dettagliante) nonché la denominazione
      delle fibre con le percentuali elencate in ordine decrescente”. Possono essere indicate solo le 48 fibre
      indicate in tabella. Non possono essere indicati nomi diversi da quelli in tabella. E’ vietato l’impiego degli
      aggettivi, dei marchi, della denominazione di “seta” per indicare la forma e la presentazione particolare
      dei tessuti in filo continuo ecc.
      La denominazione altre fibre si usa per indicare una fibra che rappresenta fino al 5% del peso totale del
      prodotto o fibre che rappresentano collettivamente fino al 15% del peso del prodotto qualora non
      possano essere facilmente identificate al momento della fabbricazione.
      corretta
      cotone 50
      lana 45%
      altre fibre 5%

      sbagliata
      lana 80%
      nylon 13%
      altre fibre 7%*
      *vi è una sola fibra non identificata

      Il made in Italy non è indispensabile per le merci prodotte e distribuite in UE. La presenza di parti non tessili di origine animale nei prodotti tessili è indicata con la frase “contiene parti
      non tessili di origine animale”. Se vi è ad esempio un bottone in corno o una etichetta in pelle è necessaria inserire la dicitura su indicata nelle varie lingue della comunità Europea.

      NUOVA SIMBOLOGIA NORMATIVA UNI EN ISO 3758 ed. 2012 (sostituisce la ed. 2005)

      Visualizza la nuova simbologia per le etichette
      Se viene omesso un simbolo, qualsiasi trattamento consentito dal simbolo può essere utilizzato. E’ cambiata rispetto al passato la simbologia della asciugatura naturale.

      Vittorio Cianci, Lart (www.lartessile.it )

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