Amatissimo negli anni Sessanta e Settanta, i tessuti a pelo – come il velluto – hanno fatto nuovamente la loro comparsa nel guardaroba maschile e femminile. Impariamo a conoscerli per essere preparati a una loro corretta manutenzione

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Quali sono i tessuti a pelo? Principalmente si tratta di velluto, tessuti floccati, pellicce sintetiche tipo wildman, ciniglia e maglie garzate. In questo articolo presentiamo il primo tipo.

VELLUTO

Tipico della stagione più fredda, il velluto rende l’ambiente caldo ed elegante. Tecnicamente si distinguono due generi di velluto: velluto di ordito e velluto di trama.

Nei velluti di ordito (Fig. 1) i peli sono prodotti dai fili di catena. Si ottengono facendo sollevare, durante la tessitura, la catena del pelo su delle aste metalliche disposte nel senso della trama: si creano così dei ricci che vengono poi cimati (e, se non vengono tagliati, si ottengono velluti a riccio).

1. Velluto di ordito

Si possono anche ottenere tessendo insieme due lembi con una catena supplementare che va da una faccia all’altra, catena che successivamente viene tagliata ottenendo due stoffe chiamate “velluti a pezze doppie sovrapposte” (Fig. 2).

2. Velluti a pezza doppia

Con i velluti di ordito si può avere:

  • un velluto liscio o tagliato;
  • un velluto riccio, con piccoli anellini in superficie;
  • un velluto cesellato, a effetti mescolati di riccio e di taglio;
  • un velluto operato, realizzato con macchine jacquard.

Nei velluti di trama (Fig. 3) i peli sono formati, come suggerisce il nome, dai fili di trama che vengono fatti passare sopra i fili di catena, formando dei ricci successivamente tagliati. Si ottiene così un velluto caratterizzato da coste in rilevo con diverse varietà: si tratta comunque di tessuti ad armatura doppia (due orditi e/o due trame).

3. Velluto di trama

Sono da considerarsi finti velluti quelli ad armatura semplice, il cui pelo vellutato viene prodotto da operazioni garzatura e cimatura come il velour (Fig. 4) e una varietà di fustagno [vedi box].

4. Velour
Fustagno

Il fustagno è un tessuto di cotone o lana garzato, peloso sul diritto e ruvido sul rovescio, molto robusto e compatto. Nell’aspetto è simile alla pelle scamosciata e viene usato per pantaloni sportivi e giubbotti.

Il fustagno è nato prima del velluto e, in realtà, ne è considerato l’antesignano perché ha le stesse caratteristiche tranne l’aspetto. Pare sia stato prodotto per la prima volta ad Al-Fustat, una città affacciata sul fiume Nilo in Egitto, che era centro della produzione di tessuti nel II secolo a.C.

Fustagno

Diversi tipi di fibre

A seconda del tipo di inserimento, i velluti si distinguono in pelo a V e pelo a doppio V (Fig. 5, 6, 7).

I velluti con pelo a doppio V presentano una maggiore resistenza al distacco del pelo per sfregamento di indosso; è il tipo di fibra che costituisce il filo scelto per formare un pelo con caratteristiche finali di grande lucentezza e morbidezza.

La seta è la fibra tessuta per ottenere i velluti più pregiati, dal tipico aspetto brillante, cangiante e morbido, ma è meno resistente al distacco del pelo. Anche Il velluto di viscosa è lucente e luminoso, macon poca resistenza al distacco del pelo.

Il cotone, d’altro canto, conferisce al velluto un aspetto più opaco, ma più resistente al distacco del pelo.

Aspetto del velluto

Come abbiamo in parte anticipato, in base all’aspetto il velluto può essere categorizzato come liscio, riccio, a coste o stampato.

  • Il velluto liscio, anche definito “unito”, si caratterizza principalmente per presentare sul dritto un pelo rasato e molto fitto.
  • Il velluto riccio (Fig. 8) presenta una serie di piccoli anelli di filo che sporgono dalla trama.
  • Il velluto a coste presenta coste in rilievo di molte varietà: a costa fine, media, larga, a 500 righe, a 1.000 righe, a 2.000 righe… (la costolatura è indicata dal numero di righe per pollice, detta “wale”).
  • Il velluto stampato presenta un motivo a disegno, realizzato con coloranti o pigmenti tenendo sempre conto della composizione. Particolarmente apprezzate sono le stampe sublimatiche su velluti con pelo in poliestere, che lasciano intatto e morbido il pelo, e le stampe dévoré (Fig. 9), realizzato “bruciando” determinate parti del tessuto: il disegno che ne risulta è definito dalla differenza di texture tra il velluto non alterato e quello corroso.

Manutenzione non corretta

Ecco possibili danni dovuti a una manutenzione non corretta o a un indosso poco delicato.

  • Segni sul tessuto (Fig. 10): la pressione, il calore e l’umidità possono segnare in maniera leggera o pesante il velluto. I segni di seduta sono tipici di tutti i tessuti da pelo: il modo migliore per ridurli consiste nel pulire regolarmente il tessuto e, occasionalmente, spazzolare il pelo in ogni direzione.
  • Distacco del pelo (Fig. 11): lo sfregamento di indosso, soprattutto nelle zone più sollecitate da parte del corpo (ginocchia e spalle), provoca il distacco del pelo, in particolare nei tessuti con semplice inserimento a V. Il pelo non si distacca dall’esterno, bensì fuoriesce dalla parte interna del tessuto a contatto con la pelle del corpo. È noto e frequente che in alcuni pantaloni di velluto, all’altezza delle ginocchia e del sedere, l’usura è sempre maggiore rispetto alle altre parti (Fig. 12, 13, 14)

Prove di laboratorio per verificare la tenuta del pelo

Poiché il distacco del pelo si verifica per sfregamento sulla superficie interna e non all’esterno, per la prova di resistenza all’usura dei velluti al Martindale (secondo normativa) si effettua una preliminare prova di resistenza all’usura di 1.000 cicli al rovescio, per poi procedere successivamente sul lato esterno in velluto (Fig. 15, 16).

Per ridurre o evitare l’usura accentuata nei punti critici è stato prodotto il velluto elasticizzato, che presenta l’ulteriore vantaggio di tornare immediatamente “in forma” una volta rialzati in piedi.

Bisogna fare attenzione ai tessuti PPT (Pronto Per Tinta), che sono problematici per la possibile fuoriuscita del pelo durante la tintura: riteniamo pertanto più opportuno tingere i capi al dritto con basso carico macchina e utilizzando macchine delicate con fori piccoli del tamburo della rotativa e del tumbler, particolarmente levigati (quelle usate per la maglieria).

Con macchine meno delicate (ad esempio quelle utilizzate per tessuti a navetta) che presentano fori grandi e ruvidi, lo sfregamento del capo rovesciato può dar luogo al distacco localizzato del pelo soprattutto a pieno carico.

Manutenzione corretta

I velluti devono essere lavati esclusivamente a secco, per mantenere inalterato nel tempo lo speciale effetto cangiante e l’esclusiva brillantezza.

Non bisogna mai strofinare le macchie ma tamponarle con una pezzuola bianca inumidita in acqua, asciugare con il phon e poi spazzolare più volte.

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L’articolo continua con:

Aspetto del velluto:

  • Velluto liscio
  • Velluto riccio
  • Velluto dévoré

Manutenzione non corretta:

  • Segni sul tessuto
  • Distacco del pelo

Prove di laboratorio:

  • Martindale
  • Velluto elasticizzato
  • Tessuti Pronti Per Tinta

Manutenzione corretta

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