Museo della Seta di Como, il riconoscimento di Regione Lombardia

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Il riconoscimento di “Museo d’Impresa” da parte di Regione Lombardia si aggiunge alla qualifica di Museo Didattico, aprendo la strada a nuovi importanti finanziamenti e progetti di sviluppo per la valorizzazione del patrimonio tessile comasco

La Fondazione della Seta ETS ha annunciato il raggiungimento di un nuovo traguardo per il Museo della Seta di Como. Regione Lombardia ha infatti decretato ufficialmente il riconoscimento del Museo non solo come pilastro didattico del territorio, ma anche come “Museo d’Impresa”.

Non si tratta soltanto di un titolo onorifico, ma la nuova qualifica rappresenta una svolta strategica concreta perché permetterà alla Fondazione di accedere a linee di finanziamento dedicate e a bandi regionali specifici per i musei d’impresa, risorse fondamentali che verranno investite nel potenziamento dei servizi, nella digitalizzazione e nella creazione di nuovi percorsi espositivi capaci di attrarre un pubblico sempre più internazionale.

Come si diventa “Museo d’Impresa”

I criteri regionali per ottenere lo status di Museo d’Impresa sono stringenti e premiano la qualità della conservazione, la gestione e la capacità di raccontare la storia economica di un territorio. Ottengono questo riconoscimento solo le istituzioni che dimostrano di essere uno spazio vivo, capace di fare cultura e, al contempo, di fare rete con il sistema produttivo locale.

Il Museo della Seta di Como: un po’ di storia

Il Museo della Seta di Como racconta l’intero processo di produzione, dal baco da seta ai filati colorati, dalla stampa a mano alle collezioni di moda. Al suo interno sono esposte le testimonianze della tradizione produttiva tessile comasca, come macchine, oggetti, documenti, campionari e strumenti di lavoro provenienti dalle lavorazioni tessili che hanno dato vita all’età dell’oro della seta a Como.

Il Museo è nato nel 1985 su iniziativa della Classe ’27 con la collaborazione degli Ex Allievi del Setificio, due associazioni comasche che si sono impegnate a fondo nel recupero dei reperti provenienti dalle fabbriche tessili seriche presenti nella città di Como. 

A partire dal 1960 l’industria tessile comasca ha subito profonde trasformazioni. Poi, negli anni Ottanta, le fabbriche abbandonarono definitivamente le loro sedi storiche. Nel 1988 fu fondato il Comitato per la costituzione del Museo della Seta con il contributo e la collaborazione della Provincia di Como, della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde e dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Paolo Carcano”. L’apertura al pubblico però è stata solo un paio di anni dopo, nel 1990.

L’esposizione

Nel tempo il Museo acquisisce molti reperti, che vengono curati e restaurati con il contributo di tecnici ed esperti della produzione serica, della storia dell’industria e dell’artigianato del periodo compreso tra il 1850 al 1950 circa. Nel 1992 si costituisce l’Associazione per il Museo della Seta di Como per sostenere questa nuova realtà culturale e consentirle di operare e svolgere le proprie attività di cui quella didattica riveste ruolo primario. Tra il 1994 ed il 1998, le numerose donazioni di macchine e strumenti determinano la necessità di ampliare lo spazio.

Oggi la superficie espositiva del museo è arrivata ad occupare circa 1.000 metri quadri e il patrimonio esposto rappresenta un unicum a livello mondiale. Le sale espositive, infatti, così come i reperti al loro interno, offrono al visitatore la possibilità di conoscere, nel modo più completo possibile, non solo il processo produttivo ma anche le singole fasi lavorative che lo caratterizzano.

L’esposizione di interi macchinari particolarmente imponenti è accompagnata, in alcuni casi, dalla possibilità di ammirare parti di macchine comunque significative ai fini didattici. Inoltre, il Museo dispone di archivi e depositi dove custodisce un consistente patrimonio indispensabile a integrare e approfondire il percorso espositivo permanente.

Il ruolo del Museo nella promozione dei giovani talenti

Il Museo della Seta ospita spesso iniziative dedicate al futuro della moda: una di queste, in programma il 9 luglio dalle 15.00 alle 17.30, è la tavola rotonda “Dressing the Future”, promossa dall’Italian Design Institute, che si propone di raccontare il passaggio dalla teoria alla pratica, dall’idea al progetto realizzato.

L’evento rappresenterà il momento conclusivo del Master in Fashion Textile Design di Italian Design Institute, durante il quale verranno presentati i bandeau e i foulard realizzati attraverso la collaborazione con aziende del distretto comasco. Un passaggio altamente simbolico che testimonia il valore di una formazione orientata al progetto e alla filiera produttiva, dove il sapere creativo incontra il saper fare manifatturiero.

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