Confindustria Moda presenta il rapporto sul Tessile

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Il Tessile-Abbigliamento italiano vale 58,4 miliardi di euro, export al 36,9 miliardi e oltre 372mila addetti e più di 37mila aziende

Confindustria Moda ha presentato il 9 giugno a Milano “Lo Stato della Moda – Scenario Economico del Settore Tessile-Abbigliamento della Moda Italiana”, il rapporto elaborato dall’Ufficio Studi Economici e Statistici della Federazione, dedicato all’analisi economica, produttiva e occupazionale del comparto Tessile-Abbigliamento italiano.

L’evento, ospitato presso UniCredit Tower Hall, ha visto gli interventi di Luca Sburlati Presidente di Confindustria Moda, di Annalisa Areni, Head of Client Strategies UniCredit, e del Direttore del Centro Studi Confindustria Alessandro Fontana, offrendo una lettura dell’evoluzione del settore negli ultimi anni e delle prospettive future di uno dei principali comparti manifatturieri del Paese.

Il rapporto evidenzia come il Tessile-Abbigliamento italiano continui a rappresentare un pilastro dell’industria nazionale, pur in un contesto caratterizzato da rallentamento della domanda globale, tensioni geopolitiche, trasformazione dei consumi e persistenti incertezze sui mercati internazionali.

Lo “stato” del settore

Nel 2025 il settore ha registrato un fatturato pari a 58,39 miliardi di euro, in calo del 2,4% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni hanno raggiunto 36,9 miliardi di euro (-1,6%), mentre il saldo commerciale si è mantenuto ampiamente positivo, superando i 10,4 miliardi di euro. La propensione all’export si conferma particolarmente elevata, attestandosi al 63,3% del fatturato complessivo.

Il comparto conta 37.331 imprese e 372.200 addetti, rappresentando il 9,5% dell’occupazione manifatturiera italiana. Numeri che testimoniano il ruolo strategico della filiera non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale e occupazionale, grazie alla presenza diffusa di imprese e distretti produttivi su tutto il territorio nazionale.

L’Abbigliamento si conferma il principale motore economico della filiera, generando il 68,6% del fatturato e il 73,9% delle esportazioni complessive, mentre il Tessile continua a rappresentare un presidio essenziale di competenze, innovazione e specializzazione produttiva.

Dietro ai numeri ci sono imprese che investono, innovano e difendono competenze uniche al mondo. Oggi più che mai serve una visione industriale comune, in grado di accompagnare le transizioni in corso senza disperdere il patrimonio manifatturiero italiano. Il Tessile-Abbigliamento resta una filiera centrale per l’economia, l’occupazione e la competitività del Made in Italy in Europa e nel mondo.

Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda

Export, Italia seconda in Europa

Sul piano internazionale, l’Italia mantiene una posizione di assoluto rilievo: il Paese rappresenta circa il 30% della produzione europea di Tessile-Abbigliamento, confermandosi il principale produttore dell’Unione Europea. Inoltre, l’Italia è il secondo esportatore europeo e il quinto esportatore mondiale del comparto.

Per quanto riguarda i mercati di sbocco, la Francia si conferma il primo partner commerciale del Tessile-Abbigliamento italiano, seguita da Germania e Stati Uniti. Nel corso del 2025 si è registrata una maggiore tenuta dei mercati dell’Unione Europea, mentre hanno pesato maggiormente le difficoltà dei mercati extra-UE e il rallentamento della domanda internazionale, in particolare nel segmento del lusso.

Particolarmente significativo è anche il contributo del settore all’interno del modello del “Bello e Ben Fatto” italiano. L’Abbigliamento-Tessile Casa si conferma infatti il comparto con il maggior numero di prodotti ad alta competitività internazionale, dimostrando la capacità delle imprese italiane di coniugare qualità, creatività, manifattura e innovazione.

Il rapporto sottolinea infine come il futuro della filiera dipenderà dalla capacità di rafforzare investimenti, innovazione, sostenibilità, competenze e internazionalizzazione, preservando al contempo il patrimonio manifatturiero e distrettuale che costituisce uno dei principali fattori distintivi del Made in Italy.

Con un export di circa 37-38 miliardi l’anno realizzato da oltre 37mila imprese che occupano più di 370mila addetti, i settori del Tessile e dell’Abbigliamento italiani sono centrali per l’economia italiana. Realizzano il 10% circa del saldo commerciale, si posizionano al secondo e al primo posto in Europa e al sesto e al quarto nel mondo. Oltre al valore economico, sono i settori che consentono di esportare un’immagine straordinaria dell’Italia e del Made in Italy. Per tali ragioni sono due settori strategici e come tali vanno trattati.

Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi di Confindustria

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