di Valeria Magistro, Prof. ssa universitaria di Moda e Design industriale

L’area metropolitana più grande del mondo è quella che include la città di Tokyo, con i suoi milioni di abitanti caratterizzati da numerose e diversissime peculiarità, ma anche da un grande senso di appartenenza. Qui le tradizioni del passato coesistono con gli elementi in continua evoluzione della cultura urbana più moderna, ed entrambi sono rappresentativi dell’espressione di una vitalità e di un’energia uniche.

Sentire fortemente l’appartenenza a un gruppo porta i giapponesi ad apprezzare una certa uniformità nell’abbigliamento formale, indossando una divisa. Nel tempo libero, invece, ognuno indossa ciò che preferisce senza eccessiva preoccupazione per quello che potrebbero pensare gli altri o per le aspettative della società.

È così che il Paese del Sol Levante riesce a conciliare una Moda uniforme e una Moda della diversità.

Tokyo. Una città dai mille stili

A Tokyo ogni quartiere ha le proprie mode e anche i negozi, a seconda di dove sono collocati, ne seguono lo stile: proprio questa suddivisione interna è uno degli aspetti più attraenti della città.

Lo stile giapponese Lolita prevede l’utilizzo di diversi materiali nei vestiti, l’uso di pizzi, fiocchi, merletti e anche accessori come ombrellini, tacchetti, fragole e fiori con dettagli fiabeschi

Tra le miriadi di stili ricorrenti, quello più conosciuto e che va per la maggiore è il Lolita, con le sue numerose varianti: sweet, country, classic, princess, gothic (la versione tutta in nero), shiro (la versione tutta in bianco). Lo stile Lolita prevede l’utilizzo di diversi materiali nei vestiti, l’uso di pizzi, fiocchi, merletti e anche accessori come ombrellini, tacchetti, fragole e fiorellini con dettagli fiabeschi.

Lo stile Kawaii (“carino”) riconducibile alla giocosità infantile, con l’utilizzo di gonne a balze e una predilezione per i colori pastello e i giocattoli. L’Harajuku è una Moda giovanile alternativa e innovativa, lo Shibuia è invece una Moda più consolidata. Ancora, lo Shimokitazawa, stile decisamente hippie; lo stile Ginza, che interpreta un’eleganza ad altissimi livelli; il Cosplay, che è molto praticato, tanto da poterlo definire “Moda giapponese”.

L’influenza giapponese si è radicata ed è diventata importante nel Fashion mondiale, grazie a ciò che la contraddistingue sulla scena globale: ossia la capacità di spaziare tra settori diversi, mischiando stili e linguaggi, tradizione e innovazione, Oriente e Occidente. Il Giappone in effetti è un serbatoio molto ampio di stili moda e un innovativo e perfetto mix di creatività, professionalità e nuove tecnologie.

La nuova idea di Fashion: Cambiamenti e tecnologia

A Tokyo è più che mai viva l’interazione Moda/tecnologia, che si sviluppa e dà vita a confezioni futuristiche. Abiti in fibre di carbonio, pensati principalmente per lo sport, si dimostrano adatti anche per gli usi più diversificati. Fibre nate dalla tecnologia, capaci di immagazzinare energia solare, trasformano le creazioni in forme eteree che si riempiono di movenze; le fibre e i polimeri attraversati da piccolissimi fili e fotoluminescenti si muovono insieme ai corpi, che diventano sensibili alla luce e capaci di immagazzinare energia solare.

Abiti cangianti, in grado di adattarsi alle diverse temperature, interpretano nuove possibilità estetiche e l’idea stessa di abito assume un nuovo significato: “Indossare diventa vivere con l’abito, con le sue fibre, con il suo stile”. La tecnologia incontra il design, sceglie e trasforma le fibre; Tokyo è un luogo che segue e interpreta di continuo la ricerca per realizzare tessuti hi-tech. La tecnologia sul corpo. È Fashion Tech.

La seta
Il tessuto per eccellenza del Kimono e tipico del Giappone, che tutti conosciamo, è la seta (kinu), la più nobile delle fibre naturali.

La seta senza particolare lavorazione si chiama “hiraginu” o “kiginu”. È il tipo di tessitura a determinare le diverse tipologie di tessuto (le sete con finitura lucida, come la rinzu, sono più formali di quelle non lucide):

  • Habutae (taffettà);
  • Chirimen (crèpe cady): seta con una superficie ondulata;
  • Rinzu (jacquard): seta lucida damascata;
  • Donsu: variante in seta spessa del satin;
  • Omeshi: tessuto ottenuto con fili di seta preventivamente tinti e quindi tessuti a macchina, ottenendo eleganti ed elaborati motivi;
  • Tsumugi: seta tessuta utilizzando gli avanzi, filati a mano dalle donne, dei bozzoli di seta rovinati.

Il laboratorio sartoriale come luogo di ricerca scientifica

Ma quanto è cambiata la Moda e cosa promette il suo incontro con la tecnologia?

 

Sei abbonato a Technofashion? Leggi l’articolo completo su TCF dicembre 2020

 

Non sei abbonato alla rivista Technofashion? Richiedi gratuitamente l’articolo completo