Abiti dalla fermentazione della birra

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“Four Pillars – lite” photo credit: Adam Scott
“Four Pillars – lite” photo credit: Adam Scott
“Four Pillars – lite” photo credit: Adam Scott

Negli ultimi anni si è sviluppato un filone di ricerca e sperimentazione che identifica nei biopolimeri la possibilità di trasformare scarti della catena alimentare in fibre o ausiliari tessili come i biopolimeri da barbabietole e mais o il crabyon. Sicuramente siamo solo all’alba di un trend destinato a diventare sempre più importante e ci si aspetta un incremento dei consumi di biopolimeri: si valuta per esempio che il PLA passerà dalle 180mila tonnellate prodotte annualmente a 800mila tonnellate entro il 2020.

L’australiana Nanollose presenterà a Textifood a Expo 2015 il suo Beer Dress, un abito realizzato con un tessuto simile al cotone al tatto ma ottenuto dalla fermentazione batterica della birra grazie alla capacità del Acetobacter xylinum, un batterio non pericoloso, di produrre microfibre di cellulosa che si uniscono per formare un materiale fitto e molto denso.

Il materiale (inodore) presenta però una fragilità strutturale che è stata superata con procedimenti chimici e fisici.

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