Industria del denim, dati e innovazione al servizio della sostenibilità

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L’azienda di Valencia Jeanologia ha presentato il suo Rapporto di Sostenibilità 2025, evidenziando l’impatto delle proprie tecnologie nell’industria tessile globale: il loro utilizzo ha evitato l’inquinamento di 21,52 milioni di m³ d’acqua e l’emissione di 103,53 milioni di kg di CO₂

Da oltre 30 anni, Jeanologia sviluppa tecnologie per ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile, integrando progressivamente criteri ambientali e sociali nel proprio modo di operare. Il Rapporto di Sostenibilità 2025 illustra i risultati di questo impegno e le priorità che guideranno i prossimi passi dell’azienda.

La sostenibilità non è una destinazione né un semplice dipartimento. È un modo di pensare, creare e agire. Una vera trasformazione avviene solo quando sostenibilità e business progrediscono insieme.

  • Enrique Silla, fondatore e CEO di Jeanologia

Nel 2025, Jeanologia ha ridotto la propria impronta di carbonio del 13,64%, portandola a 773,57 tonnellate di CO₂ equivalente, rispetto alle 895,79 tonnellate dell’anno precedente. Tuttavia, il suo contributo va ben oltre le attività interne: l’impiego delle tecnologie Jeanologia negli stabilimenti di tutto il mondo ha evitato l’inquinamento di 21,52 milioni di m³ d’acqua e l’emissione di 103,53 milioni di kg di CO₂ rispetto ai processi tradizionali di finissaggio tessile.

Il legame tra sostenibilità e attività d’impresa si riflette anche nella prima valutazione volontaria condotta da Jeanologia sulle proprie attività in relazione alla Tassonomia dell’UE. Complessivamente, il 96,37% del fatturato, l’84,43% delle spese in conto capitale (CapEx) e il 34,96% delle spese operative (OpEx) sono riconducibili ad attività allineate a tale quadro normativo, principalmente grazie al contributo offerto alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, nonché alla transizione verso un’economia circolare.

L’impegno di Jeanologia in ambito di responsabilità sociale si estende anche alle persone e alle comunità in cui opera. Invece di limitarsi a iniziative sporadiche, l’azienda sostiene progetti sociali a lungo termine, instaurando relazioni durature con le organizzazioni partner e applicando la medesima filosofia volta a generare un impatto positivo e permanente.

Misurare per continuare a migliorare

La misurazione rappresenta un altro pilastro della strategia di Jeanologia: ciò che non può essere misurato, non può essere migliorato. Nel 2017, l’azienda ha pubblicato il suo primo Report di Sostenibilità e ha introdotto, tra le prime nel settore, un conto economico ambientale (Environmental Profit and Loss Account) per quantificare il risparmio idrico e la riduzione delle emissioni di CO₂ ottenuti grazie alle proprie tecnologie. Nel 2019 ha istituito un Comitato per la Sostenibilità interfunzionale e, nel 2022, ha reso più professionale il processo di rendicontazione, allineandolo ai principi delle Nazioni Unite e agli standard GRI.

Il Report di Sostenibilità 2025 segna un’ulteriore tappa di questo percorso, definendo le priorità per migliorare la qualità, la coerenza e la tracciabilità della misurazione delle emissioni, ridurre ulteriormente l’impatto operativo aziendale, aumentare progressivamente la visibilità lungo la catena del valore e rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici.

Jeanologia mira inoltre a diffondere questa cultura della misurazione nell’intero settore tessile attraverso EIM (Environmental Impact Measuring), la metodologia sviluppata internamente per misurare l’impatto dei processi tessili in modo oggettivo e coerente, offrendo a brand e produttori un quadro di riferimento comune per misurare, confrontare e migliorare le proprie prestazioni. Nel 2025, Jeanologia ha pubblicato il suo secondo rapporto EIM, basato su oltre 100.000 processi reali provenienti da 359 produttori in più di 40 paesi. L’ampiezza del campione offre un quadro basato sui dati dell’impatto ambientale dell’industria globale del denim. Jeanologia continua a rafforzare EIM come unità indipendente, destinando maggiori risorse allo sviluppo di quello che è diventato un punto di riferimento globale per la misurazione dell’impatto ambientale del settore.

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