Il diavolo veste sostenibile
I relatori delconvegno "Il diavolo veste... sostenibile". Da sinistra: Gianpiero Tessitore, Tiziano Guardini, Giorgio Caporaso, Piero Pelizzaro, Vincenzo Linarello, Paola Negroni, Aurora Magni e il moderatore Matteo Metta.

Technofashion non si ferma mai!
Ieri, venerdì 28 settembre, abbiamo preso parte a due conferenze con numerosi relatori esperti del Tessile, Confezione e Fashion, che hanno affrontato in modo approfondito – e da diversi punti di vista – i temi più attuali e le problematiche più impellenti del settore.

Technofashion in Università Cattolica

In mattinata la nostra rivista ha preso parte al convegno “La moda e la blu economy” organizzato in Università Cattolica del Sacro Cuore da ModaCult – Centro per lo studio della moda e della produzione culturale.
La conferenza ha visto come relatori le professoresse Emanuela Mora e Laura Bovone di ModaCult, e Marco Ricchetti di Blumine.

La moda e la blu economy
Locandina con il programma del convegno “La moda e la blu economy”

Le aziende tessili Besani, Tessitura Attilio Imperiali e Maglificio Ripa hanno raccontato le proprie storie – con differenze e punti in comune – e i rapporti con fornitori e brand. Sono imprese caratterizzate da una produzione ricca di valori materiali e immateriali, grazie alle loro rigorose scelte programmatiche legate a sostenibilità certificata e trasparenza di tutta la filiera; purtroppo spesso è difficile far sì che la comunicazione di questo sforzo arrivi al consumatore finale.
Le tre imprese hanno poi parlato dell’esperienza di partenariato con il progetto F-Susy della Regione Lombardia per la Sostenibilità nel Tessile, che vede la partecipazione del Politecnico di Milano e delle società di consulenza Blumine e Nekte.

A questo proposito l’intervento di Mario Riva (Besani Srl) è stato affiancato dall’esposizione di Serge Heughebaert, che ha illustrato come S4GV – Solutions For Global Visibility abbia lavorato con l’azienda nel creare la tag NFC, sistema di tracciabilità semplice, tecnologico, efficace, durevole e non duplicabile che si applica sulla pezza di tessuto.

Andea Cuman di ModaCult ha presentato un manuale estremamente interessante dedicato agli attori della filiera tessile. L’intento del testo è di analizzare e chiarire i motivi in base ai quali, per le aziende del settore, comunicare la propria sostenibilità è imprescindibile; ci si propone inoltre di fornire alle imprese strumenti validi e concreti che mostrino come tradurre in pratica queste riflessioni.

Marco Pedroni ha affrontato il tema sostenibilità da un punto di vista economico, spiegando le differenze tra moda green (basata su un modello di economia lineare) e moda blu (basata su un modello di economia circolare) e sottolineando i vantaggi e le difficoltà di adottare quest’ultima.

Infine Pamela Ravasio di EOG – European Outdoor Group ha parlato di comunicazione umana, non solo digitale. La fiducia, elemento essenziale per una collaborazione professionale fruttuosa e un business saldo, si crea fornendo fatti/dati concreti e verificabilie insieme coltivando le relazioni personali con fornitori e brand.

Technofashion in Unicredit Pavilion

Nel pomeriggio Technofashion è stato in Unicredit Pavilion per la conferenza “Il diavolo veste sostenibile“, organizzata all’interno del Festival Altroconsumo.

Foto che illustra il programma della conferenza “Il diavolo veste sostenibile”

Aurora Magni, Presidente di Blumine, ha sottolineato i progressi fatti rispetto a 15 anni fa, quando il settore del tessile-abbigliamento non aveva alcuna consapevolezza dei problemi messi in risalto oggi dalle ormai numerose discussioni sul tema sostenibilità. Ma c’è ancora molto da migliorare; ad esempio si deve ripensare l’inizio stesso del processo produttivo tessile in vista del riciclo, non è sufficiente smaltire gli scarti nella fase finale della vita dei capi. Il prossimo futuro vedrà l’affermarsi della raccolta differenziata del tessile, motivo per cui il consumatore stesso deve iniziare ad auto-sensibilizzarsi su questi temi.
Aurora Magni ha poi concluso rimarcando che l’economia circolare non è solo una mission, è anche una grande opportunità di incentivare ricerca e innovazione.

Il Presidente di Goel, Vincenzo Linarello, ha spiegato che una moda davvero etica deve necessariamente essere l’unione di sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale. Ha poi presentato i numerosi progetti del gruppo cooperativo, e raccontato l’esperienza di resilienza delle loro aziende contro l’andrangheta attraverso il sostegno reciproco e il fare sistema.

Molto interessanti i progetti innovativi e green di Gianpiero Tessitore, ideatore di Vegea che produce eco-pelle con bucce d’uva, di Tiziano Guardini, eco-designer che dà una seconda vita nel Fashion a materiali naturali come olio di ricino e gusci di cozze, e di Giorgio Caporaso nel settore dell’arredamento (Lessmore).

È intervenuto anche Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano, che ha illustrato i progetti con cui il comune intende promuovere la circular economy e una visione uniforme – non più scissa – di etica, sostenibilità e tecnologie digitali.
Presente inoltre la Regione Lombardia con Paola Negroni, responsabile del nuovo assessorato dedicato a Moda e Design: organo istituzionale con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità ambientale e sociale come elemento irrinunciabile per raggiungere la competitività aziendale e di settore.

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