Il tema della sostenibilità nel settore del Fashion è sempre più presente nelle strategie d’indirizzo politico, declinato nelle sue tre accezioni: sociale, ambientale ed economica.

L’Alleanza delle Nazioni Unite per la Moda Sostenibile (United Nations Alliance for Sustainable Fashion) opera a livello sovranazionale per contribuire alla definizione di obiettivi di sviluppo che siano sostenibili per il settore, promuovendo politiche e progetti che possano supportare le imprese nell’operare secondo catene logistico-produttive in sintonia con gli obiettivi definiti.

I processi coinvolti sono tutti quelli che contribuiscono a creare valore, dal design all’acquisizione delle materie prime, dalla produzione al trasporto, dall’uso allo smaltimento e al riciclo.

Qualche dato sul T-A mondiale

Il settore del Tessile-Abbigliamento mondiale:

  • contribuisce per oltre duemila miliardi di dollari al valore complessivo della produzione manifatturiera;
  • impiega circa 75 milioni di persone;
  • è responsabile di quasi il 10% di tutte le emissioni di gas serra;
  • è responsabile del 20% dell’inquinamento idrico;
  • ogni anno lo spreco dovuto al mancato riciclo si quantifica in oltre 500 miliardi di dollari.

Date queste dimensioni, l’impatto è enorme su tutti gli indicatori di sviluppo sociale e ambientale; per ridurlo è necessario un profondo cambiamento nei modelli di business e di consumo, e nei processi di produzione.

 

Una roadmap globale

La roadmap individuata per arrivare ad avere nel 2030 un settore Fashion più green prevede di agire lungo 5 direzioni.

  1. La prima riguarda la riduzione del consumo di acqua, valutato in quasi 9 trilioni di litri ogni anno per la sola fase di tintura dei tessuti.
  2. La seconda è connessa al consumo di acqua: per 3/4 essa risulta inquinata da sostanze chimiche tossiche che si riversano nell’ambiente, in molti Paesi dell’Est anche senza alcun filtraggio, entrando pericolosamente nella catena alimentare.
  3. Il terzo obiettivo riguarda i modelli di business che potrebbero causare una grave disoccupazione in alcune regioni, se orientati soltanto a innovare dal punto di vista tecnologico automatizzando alcune fasi o cambiando radicalmente le materie prime.
  4. Il quarto obiettivo riguarda i modelli di consumo da cambiare per incentivare un’economia circolare con prodotti pensati per il riciclo e il riutilizzo.
  5. L’ultimo attiene al processo di tintura che impatta sul consumo e sull’inquinamento dell’acqua. Su questo aspetto le strade intraprese con progetti di ricerca, sviluppo e innovazione sono diverse.

Tinture innovative

La Commissione Europea ha inserito nella propria strategia di sostegno alla R&S l’obiettivo di rendere sostenibile il manifatturiero, che comprende il settore del Fashion. Nei diversi programmi di sostegno sono stati agevolati molti progetti, in particolare due di tintura.

Il primo programma è denominato “Eco-innovation – When business meets the environment” e agevola idee progettuali pronte per l’uso industriale, ma che richiedono un supporto per passare dalla prototipazione al mercato.
L’iniziativa ha l’obiettivo di predisporre prodotti e processi ecocompatibili, che siano però anche sostenibili dal punto di vista economico.

PROGETTO BISCOL

Nell’ambito di questo programma è stato agevolato il progetto BISCOL – Bioprocessing for sustainable production of coloured textiles, che ha previsto oltre un milione e mezzo di euro d’investimenti, dei quali il 50% è stato coperto dall’agevolazione europea a fondo perduto. Durato 3 anni, è stato coordinato dall’Università di Siena; tra i partner ha visto l’organismo privato di ricerca Next Technology Tecnotessile e l’azienda chimica A.chi.mo di Prato, la Tintoria King Colour di Modena, più altri due soggetti del Belgio e della Turchia.

Il nuovo processo di tintura messo a punto nel progetto permette di risparmiare energia, acqua e prodotti chimici attraverso un trattamento preparatorio dei tessuti reso possibile da un sistema al plasma (Dielectric Barrier Discharge) che utilizza ozono ed elio al posto dei prodotti chimici usuali; questo trattamento è effettuato a secco, senza consumo d’acqua e senza danneggiare le fibre.

Per quanto riguarda la fase cruciale dell’applicazione in acqua dei coloranti ai tessuti pretrattati, il progetto ha previsto la sintesi di coloranti acquosi per via enzimatica e l’ottimizzazione della temperatura e dei tempi di tintura, che hanno portato a una riduzione del 60% del consumo idrico e del 55% del consumo energetico rispetto a un processo tradizionale.

PROGETTO ITC

Nel programma di sostegno europeo per le piccole e medie imprese SME Instrument, che diventa parte dell’European Innovation Council nella nuova programmazione Horizon Europe 2021-2027, è stato agevolato il progetto ITC – Revolutionary instant thread colouring technology for industrial embroidery.

Proposto dall’azienda svedese Inventech Europe, ora Coloreel Group proprio in forza dei risultati raggiunti nel progetto ha previsto circa tre milioni di euro di investimento, dei quali il 70% agevolati a fondo perduto.

Terminato nel 2019, è giunto allo sviluppo di un sistema di colorazione istantanea del filo a base bianca durante il processo di produzione dei ricami, potendo intervenire nel cambio continuo delle sfumature e dei colori senza alcuna limitazione.

La macchina realizzata si aggancia a tutte le principali macchine di ricamo, così:

  • evitando la necessità di avere rocchetti di diversi colori;
  • aumentando notevolmente la produttività;
  • permettendo ricami con sfumature prima impossibili;
  • riducendo drasticamente la necessità di scorte dei diversi colori.

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