Avv. Giuseppe Croari – Dott.ssa Francesca Lorenzi
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Il PNRR, come ormai noto, presta particolare attenzione al comparto Moda, nello specifico al settore del Tessile. Vediamone i punti principali e quali sono i provvedimenti da mettere in atto per raggiungere gli obiettivi prefissati in campo sostenibilità e digitalizzazione

Il ministro Giorgetti, capofila del MISE, ha affermato che uno fra gli obiettivi prefissati con la predisposizione del PNRR consiste nel concentrare gli investimenti nei settori nevralgici dell’Industria e della tecnologia, con l’obiettivo di accrescere e affermare la competitività italiana nel panorama delle filiere di punta a livello europeo.

Ammonterebbe a 2,2 miliardi la cifra garantita agli investimenti del settore industriale italiano, che vede concentrare sempre maggiore attenzione sui temi di sostenibilità e digitalizzazione: al punto che risultano escluse dai finanziamenti le attività che coinvolgono percentuali considerevoli di combustibili fossili, emissioni importanti di gas serra e smaltimento di rifiuti borderline.

La Moda, complice la sua accelerazione in termini di sostenibilità e digitalizzazione, è rientrata nel novero degli invitati al banchetto dei finanziamenti.

Moda e gli effetti della pandemia

Ognuno di noi ha potuto toccare con mano come gli ultimi due anni abbiano stravolto le abitudini dell’acquirente medio: anche il più analogico fra noi avrà comperato online qualche prodotto che in precedenza non avrebbe mai immaginato di acquistare su internet, o avrà sviluppato l’abitudine di effettuare digitalmente alcune attività prima impensabili. L’e-commerce ha quindi invaso tutti i settori produttivi, compresa la Moda.

Unica eccezione è rappresentata dal fatto che gli acquirenti di Hard Luxury hanno mantenuto una certa diffidenza nei confronti dell’acquisto online, soprattutto se paragonati a quelli di Soft Luxury, più inclini alla deviazione digitale.

Gli esperti del settore ipotizzano che questo comportamento diffuso sia causato dalla volontà di mantenere intatta la qualità della “brand experience”, ovverosia la somma di emozioni e di sensazioni e la vera e propria soddisfazione offerta dall’acquisito in negozio di un oggetto di valore e di lusso.

Incide su questo trend, peraltro, il fatto che la categoria dell’Hard Luxury comprende acquisti di orologi e gioielli di grosso calibro, mentre la Soft Luxury si occupa per lo più di capi di abbigliamento e accessori di pelle.

Resta innegabile il fatto che il settore Moda in generale è stato travolto e stravolto dalla digitalizzazione pandemica; agli occhi del PNNR, questo fenomeno non è passato inosservato.

I macro-temi del PNRR in pillole

Quindi, su cosa investire?

MODA, in quanto settore tra quelli strategici del PNRR. Come pocanzi specificato, la Moda fa parte dei settori industriali su cui fare leva per essere competitivi a livello europeo. Il Made in Italy necessita di costante crescita e innovazione per non perdere il proprio primato;

TESSILE nello specifico, non solo Moda in generale. Gli stabilimenti tessili occupano un’alta percentuale della geografia produttiva italiana, lungo tutta la Penisola;

TEXTILE HUBS, ossia impianti per il recupero, riuso e riciclo dei prodotti tessili di scarto. Il PNRR ha stilato un piano di riciclo di numerosi materiali, ma il protagonista indiscusso è il settore del Tessile, perché l’obiettivo da raggiungere è quello di rigenerarne il 100%: un parametro totalizzante. Per raggiungere lo scopo, il PNRR sta investendo sul potenziamento della gestione della raccolta differenziata al Centro e Sud Italia, il quale è strutturalmente in difficoltà in questa tipologia di attività. Il Piano inserisce la filiera del Tessile nel novero delle attività investite da un aumento della performance ambientale “realizzando progetti flagship altamente innovativi per filiere strategiche quali rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), Industria della carta e del cartone, Tessile, riciclo meccanico e Chimica delle plastiche”;

ECONOMIA CIRCOLARE: anche i Progetti Faro che si occupano dello sviluppo e della promozione dell’economia circolare si sono preoccupati di coinvolgere l’Industria tessile fra i settori a forte valore aggiunto. Ma non solo: il PNRR stima nel novero dei satelliti dell’economia circolare anche discipline quali l’ecodesign, la blue-economy e la bioeconomia, e beni quali gli eco-prodotti;

DIGITALIZZAZIONE: tra i capisaldi del PNRR vi è la transizione digitale, che permea tutti i settori coinvolti dal piano, Moda non esclusa.

In specie, si parla di digitalizzare sia i processi produttivi, sia le fasi di distribuzione e vendita, sia le esposizioni e le sfilate, sia i meccanismi di marketing e di pubblicità, insomma chi più ne ha più ne metta.

La digitalizzazione delle imprese di Moda

A proposito di digitalizzazione, il Documento di primo indirizzo di CNMI – Camera Nazionale della Moda Italiana in relazione al PNRR ha stilato delle interessanti linee guida a proposito della “trasformazione digitale dei business model delle imprese della Moda”, le quali mettono in luce le seguenti priorità:

ARTIFICIAL INTELLIGENCE E MACHINE LEARNING per la gestione dei big data;

OMNICANALITÀ, ossia sviluppare una relazione di complementarità tra negozi fisici ed e-commerce;

SOCIAL ENGAGEMENT supportato da un utilizzo intelligente e responsabile dei social media;

CUSTOMIZZAZIONE DEI PRODOTTI con l’obiettivo di fidelizzare il cliente al proprio brand;

DIGITALIZZAZIONE DELLA SUPPLY CHAIN, investendo sia nella logistica sia nella produzione e distribuzione;

CYBER SECURITY E PROTECTION OF INTELLECTUAL PROPERTY, per intensificare e ottimizzare la sicurezza informatica e arginare i fenomeni di contraffazione;

PRIVACY SECURITY, ossia digitalizzazione delle procedure, con particolare riferimento al rispetto della privacy nei processi di Customer Relationship Management;

PLANT PRODUTTIVI ALL’AVANGUARDIA, cioè realizzazione di stabilimenti capaci di accogliere e sostenere i cambiamenti auspicati.

Tutti input importanti a cui le aziende del settore potranno guardare con maggiore concretezza anche grazie, appunto, ai fondi ora messi a disposizione con il PNRR.

Conclusioni

Già da questo breve prospetto emerge che nelle sezioni in cui il PNRR si occupa del settore Moda, e nello specifico della filiera tessile, giganteggiano i temi di sostenibilità e digitalizzazione, i protagonisti indiscussi di un ambizioso sguardo verso il futuro.

Si tratta di temi a cui il comparto sta già dedicando attenzione da tempo e che il PNRR potrebbe lanciare definitivamente verso un’affermazione diffusa ed efficace. La riuscita o meno di questo progetto sta nella capacità di adeguarsi e innovarsi dell’Industria del Made in Italy, che auspichiamo manterrà la propria “Aura”, per citare il Documento di primo indirizzo di CNMI in relazione al PNRR, anche in coerenza e costanza con le sfide che ha lanciato la pandemia.

 

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