Molti sono i danni che si possono originare durante l’uso e la manutenzione per un finissaggio non corretto. Dopo aver parlato dei finissaggi meccanici, in questo articolo approfondiremo i finissaggi chimici

I finissaggi si distinguono in meccanici e chimici, che possono essere anche combinati tra loro. Sono meccanici se si utilizzano per l’applicazione principi fisici; chimici se ai tessuti o ai capi si applicano prodotti chimici naturali e/o di sintesi che si legano alle fibre. Di seguito una panoramica che presenta i diversi tipi di finissaggio chimico possibili.

Trattamento ammorbidente

Il trattamento ammorbidente serve a conferire morbido superficiale, liscio superficiale ed elasticità. Si realizza in bagno acquoso utilizzando ammorbidenti di varie tipologie, oppure in bagno di solvente usando i prodotti siliconici (derivati dei polisilossani) che formano una pellicola superficiale lubrificante e in parte idrorepellente, con mano serica.

Trattamento impermeabilizzante

Per impermeabilizzare il tessuto viene applicata una pellicola che rende il tessuto non permeabile all’aria e all’acqua. Un’altra tipologia di trattamento che limita l’assorbimento dell’acqua è il cosiddetto “trattamento idrofobo”, in cui si applicano al tessuto delle sostanze a bassa tensione superficiale rendendolo non bagnabile, pur conservandone le proprietà di permeabilità all’aria e al vapore. (Fig. 1 e Fig. 2)

Trattamento antisporco

Riduce l’accumulo di sporco sul tessuto dovuto a trasferimento diretto per contatto, per deposito dall’aria, per deposito da soluzioni acquose, per depositi da solvente e così via. In riferimento a questo trattamento si usano spesso le parole “soil repelling” (respingere lo sporco), “soil release” (lasciarsi pulire facilmente), “antisoil redeposition” (evitare l’ingrigimento nel lavaggio per rideposito dell’acqua sporca di lavaggio). Altri trattamenti legati allo sporco sono:

trattamento oleofobo, per limitare la penetrazione di sostanze grasse;
trattamento antimacchia;
finissaggio “soil release”, per migliorare la capacità di rilasciare lo sporco attraverso un lavaggio a umido;
finissaggio antistatico, per evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche su filati e tessuti in fibre sintetiche (non assorbono acqua, pertanto tendono a caricarsi elettricamente). (Fig. 3)

Fig. 3

Trattamenti al plasma

Il plasma può essere considerato un nuovo stato della materia oltre i tre noti: stato solido, liquido e gassoso. Un gas (aria, ossigeno, azoto, argo e simili) viene iniettato all’interno di un reattore con una pressione di 0,5 mbar e ionizzato tramite due elettrodi, tra i quali è realizzato un campo elettrico ad alta frequenza. Si tratta di plasma freddo, che consente il trattamento anche di tessuti a basso punto di fusione, come il propilene: il tessuto viene sottoposto a un bombardamento da parte degli elementi costituenti il plasma (ioni, elettroni, radiazioni UV), provenienti dalla scomposizione del gas e dotati di elevatissima energia cinetica.

La superficie (solo alcuni strati molecolari) viene modificata sia fisicamente sia chimicamente, senza che le proprietà meccaniche del tessuto vengano modificate. Il trattamento migliora la resistenza alla delaminazione, la solidità, la resistenza all’infeltrimento, la tingibilità, l’eliminazione dei prodotti chimici.

Trattamenti con enzimi

Gli enzimi sono proteine presenti in tutte le cellule viventi, dove svolgono funzioni vitali nei processi metabolici, di crescita e riproduzione cellulare. Sono catalizzatori biologici in grado di accelerare le reazioni chimiche che avvengono negli organismi viventi.

Sono prodotti da cellule e non si riproducono autonomamente; diventano vivi, anche se non biologicamente attivi, in determinate condizioni di PH, temperature e così via. In passato gli enzimi erano di origine naturale, come le amilasi ottenute per fermentazione di microorganismi selezionati quali la tripsina pancreatica estratta da organi animali. L’ingegneria genetica e la bioingegneria hanno permesso di creare nuovi enzimi non esistenti in natura e di adattare le caratteristiche biochimiche di un enzima alle condizioni del processo industriale. Nel box di approfondimento sono indicati i principali enzimi usati nel Tessile.

I principali enzimi usati nel Tessile

Amilasi: utilizzate per biopolishing di tessuti e capi cellulosici (bruciapelo enzimatico ed effetti delavè su tinto) e per lo ston wash di capi in denim in sostituzione della pietra pomice.
Proteasi: utilizzate per trattamenti di fibre proteiche quali la lana e la seta per migliorare la resa di colore, ridurre il pilling, purgare e candeggiare la lana, ammorbidire, migliorare la stabilità dimensionale e la tendenza all’infeltrimento, ottenere effetti stone washed e così via.
Catalasi: eliminazione di acqua ossigenata dopo candeggio.
Lipasi: utilizzato per sbozzimare.
Pectinasi: usato per purgare il cotone greggio.

Riportiamo un esempio di “biopolishing”, che si può considerare un bruciapelo enzimatico e consente di eliminare il cotone moro o immaturo, i neps e la peluria superficiale, e di prevenire il riformarsi di pilling. (Fig. 4 e 5) Viene utilizzato nel finissaggio del denim per schiarire. Se non viene neutralizzato, continua a lavorare indebolendo il tessuto, che si lacera facilmente. (Fig. 6)

L’articolo continua con:

  • Trattamento antibatterico
  • Finitura Wash and Wear
  • Trattamento antipiega
  • Trattamento anitfiamma
  • Accoppiatura
  • Resinatura e spalmatura
  • Resinatura a placcaggio
  • Difetti di un trattamento di resinatura o spalmatura non riuscito
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