Corso formativo sulle normative europee di Moda sostenibile

Condividi

Con i cambiamenti in ambito di sostenibilità che arriveranno a livello europeo nei prossimi 3-4 anni, le aziende non potranno più gestirsi autonomamente in base a scelte volontarie.

Dovranno al contrario allinearsi a nuove direttive e regolamenti a salvaguardia di una competizione corretta e a tutela della sicurezza dei consumatori.

Ecco una notizia per chi vuole acquisire competenze con cui affrontare la transizione sostenibile nella Moda alla luce dei più recenti schemi di regolazione europea:

Università Cattolica – ASA (Alta Scuola per l’Ambiente)
e ModaCult – Centro per lo studio della Moda e della produzione Culturale,
in collaborazione con Blumine,
lanciano il corso executive sulla Moda sostenibile.

Target e obiettivi del corso sulla Moda sostenibile

Il corso formativo si rivolge a imprenditori, CEO, Sustainability Manager, Communication Manager, Marketing Strategist, consulenti di comunicazione e di strategia aziendale nel campo della Moda.

I principali obiettivi sono:

  • acquisire le competenze necessarie a gestire la transizione verso modelli di business sostenibili;
  • conoscere le normative e gli schemi regolativi applicabili nel settore della Moda;
  • imparare da casi aziendali che stanno sviluppando strategie di successo per l’adeguamento ai prossimi obblighi;
  • predisporre un proprio toolkit aziendale per fronteggiare le sfide relative alla sostenibilità nella Fashion Industry;
  • individuare nuove soluzioni e buone pratiche attraverso uno spazio interattivo di discussione e confronto con professionisti e operatori del settore.
PROGRAMMA

Le lezioni si svolgeranno venerdì e sabato.

Modulo 1: EXTENDED PRODUCER RESPONSIBILITY 20 e 21 settembre 2024

  • Politiche  per l’economia circolare, Direttive europee e normativa sull’EPR
  • Applicazione degli schemi EPR nel  campo della moda e funzionamento dei consorzi
  • Casi studio e implicazioni pratiche

Modulo 2. Ecodesign 25 e 26 ottobre 2024

  • Applicazione dell’Ecodesign nella filiera della moda (riciclabilità, impronta ambientale, manutenzione, digital product passport e tracciabilità)
  • Casi studio e implicazioni pratiche

Modulo 3. GREENWASHING – 29 e 30 novembre 2024

  • Politiche per la difesa del consumatore e concorrenza leale
  • La nuova proposta di direttiva sul Greenwashing e le implicazioni nel campo della moda
  • Casi studio e implicazioni pratiche

Contatti

Università Cattolica del Sacro Cuore – Formazione permanente 
Tel. +39 02 7234 5715

Per informazioni didattico-organizzative
francesca.cucchiara@unicatt.it

ISCRIVITI QUI

Ti potrebbero interessare

Stadler Igers

Dai rifiuti tessili alle fibre di qualità per la filatura

STADLER ha affiancato IGERS nella realizzazione di nuovo impianto di riciclo tessile, il primo in Italia a comprendere tutte le fasi di trattamento del riciclo tessile, producendo pezze e materiale sfilacciato di alta qualità, idonei all’industria della filatura

Industria del denim, dati e innovazione al servizio della sostenibilità

L’azienda di Valencia Jeanologia ha presentato il suo Rapporto di Sostenibilità 2025, evidenziando l’impatto delle proprie tecnologie nell’industria tessile globale: il loro utilizzo ha evitato l’inquinamento di 21,52 milioni di m³ d’acqua e l’emissione di 103,53 milioni di kg di CO₂

Riciclo tessile, cosa è cambiato nell’ultimo anno

Dalla scalabilità alla tracciabilità, fino alla capacità di raccontare in modo autentico la sostenibilità: nell’ultimo anno la green startup Pulvera ha raccolto le principali esigenze espresse da brand italiani e internazionali.