CNA Federmoda ha elaborato un documento che definisce le sfide dello sviluppo sostenibile e della neutralità climatica in ambito tessile. Il documento è stato presentato alla Commissione Europea, che di recente – nell’ambito delle azioni per il Green Deal e per il nuovo piano di economia circolare – ha avviato una valutazione di impatto per la “EU Strategy for Textiles”.

L’obiettivo di questa iniziativa è creare condizioni e incentivi per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza del comparto Tessile/Abbigliamento italiano all’interno dell’Unione Europea.

Settore tessile: le potenzialità di sistemi produttivi circolari e sostenibili

Le condizioni per raggiungere l’obiettivo di economia circolare e sostenibilità nei sistemi produttivi ci sono: CNA ha sottolineato infatti che le filiere di Tessile, Pelletteria, Accessori, Calzatura e Moda italiane, ossatura strutturale del sistema produttivo dell’economia nazionale e comunitaria, sono attente a creare valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale.

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L’associazione inoltre ha evidenziato come proprio nella fase post-emergenza sia necessario affrontare la sfida della transizione green e dello sviluppo di un modello di economia circolare. Come? Con politiche e misure in grado di coglierne le potenzialità di crescita degli investimenti e dell’occupazione.
Questa transizione può essere una leva di crescita per le realtà del settore, a prescindere dalla dimensione aziendale, accompagnando in questa transizione anche le imprese più piccole.

Il documento elaborato da CNA enfatizza l’importanza di un’iniziativa europea che non abbia valenza costrittiva, ma che sia in grado di fornire una linea guida e un chiaro fondamento di legittimazione all’agire settoriale da parte degli operatori.
L’obiettivo dell’UE deve quindi essere l’armonizzazione, nell’intento di non creare gap strutturali nel settore Tessile/Abbigliamento Moda, lasciando talune realtà imprenditoriali esterne alla sfida ambientale, economica e sociale.

I principali punti del documento elaborato da CNA Federmoda

Ecco i temi portati all’attenzione della Commissione europea da CNA Federmoda, che dovrebbero essere pilastri dello sviluppo di un’iniziativa europea in grado di rendere l’ecosistema del Tessile idoneo all’implementazione dell’economia circolare:

  1. efficientare le condizioni, i principi e i criteri sottesi ai modelli di Responsabilità Estesa del Produttore e delle filiere della raccolta, selezione e trattamento dei rifiuti tessili, al fine di superare le criticità fino ad oggi emerse;
  2. operare sulla scia dei lavori sul decreto End of Waste per il Tessile. Non può esistere una strategia nel pieno favore della sostenibilità se non si forniscono alle imprese le linee guida necessarie per il supporto alle operazioni di manifattura funzionali alla rigenerazione e al riciclo della materia;
  3. favorire modelli di produzione sostenibile nella lotta agli sprechi con l’adozione di processi di produzione che riducano, minimizzino e/o eliminino gli sprechi di materia, al fine di salvaguardare le risorse, e con l’adozione di approcci al ciclo di vita del prodotto;
  4. ridurre le pressioni ambientali legate ai consumi favorendo modelli di consumo sostenibile, implementando misure ad hoc in favore di una massima diffusione della trasparenza circa la riparabilità, la provenienza da materiale riciclato, la riciclabilità dei prodotti. Il fine è quello di veicolare e coinvolgere gli utenti verso scelte di acquisto maggiormente ecosostenibili.

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