Il periodo ottobre-dicembre 2019 ha registrato un -8% degli ordini per le macchine tessili rispetto al medesimo periodo del 2018. Secondo i dati elaborati da ACIMIT, infatti, il valore dell’indice si è attestato a 92,9 punti (base 2015=100).

La raccolta ordini dei costruttori italiani è stata negativa sia sui mercati esteri sia in Italia.

All’estero si è riscontrata una flessione dell’8% e il valore assoluto dell’indice è stato pari a 89,4 punti. Il calo della raccolta ordini sul mercato interno è stato, invece, del 7% rispetto al quarto trimestre 2018. Il valore assoluto dell’indice è stato di 138,1 punti.

Segni di dinamismo in Italia

Alessandro Zucchi, presidente di ACIMIT, commenta: «Confermiamo quanto già previsto nei mesi passati, con un indice degli ordini per il settore che resta negativo nel confronto con il 2018. L’unica nota positiva viene dall’interno, dove il valore medio dell’indice per il 2019 mostra un aumento rispetto all’anno precedente. In Italia sono, dunque, presenti segnali di dinamismo che devono essere sostenuti da incentivi all’innovazione che abbiano una durata almeno triennale».

Prospettive per il 2020

Archiviato un anno difficile il meccanotessile italiano guarda con apprensione al 2020. «Per l’anno in corso» spiega Zucchi «le tante incognite, a livello sia economico sia politico, non sembrano indicare a breve una ripresa della domanda di macchinario tessile nei principali mercati, Cina, Turchia e India. Le nostre aziende dovranno essere pronte a cogliere quelle opportunità che provengono dalla richiesta di sostenibilità e digitalizzazione dei processi produttivi».

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