I finissaggi si distinguono in meccanici e chimici: sono meccanici se si utilizzano per l’applicazione principi fisici quali frizione, temperatura, pressione, tensione e simili; chimici, se ai tessuti o capi si applicano prodotti chimici naturali e/o di sintesi che si legano alle fibre. Infine possono esserci combinazioni dei due. La scelta del tipo di finissaggio è in funzione della natura fibrosa del materiale e l’utilizzo finale del tessuto o capo.

Ma che cosa si intende con “finissaggio”? La parola descrive l’insieme di operazioni che si applicano ai tessuti o capi greggi o tinti per migliorarne mano, aspetto, proprietà e possibili applicazioni, o per conferire nuove proprietà. Se sono incomplete e non ben eseguite, durante la manutenzione e l’uso si possono originare difetti.

Calandratura e plissettatura a secco

La calandra è costituita da due cilindri premuti uno contro l’altro, con pressione e velocità regolabili

La calandra permette di dare ai tessuti lucentezza e compattezza, dovute alla pressione esercitata sulla merce dai cilindri fra cui è incorsata.
Tramite questo procedimento, a seconda del tipo di cilindri e delle condizioni di lavoro si possono ottenere effetti diversi, quali l’effetto lucido per l’appiattimento della superficie e la maggior riflessione della luce o il miglioramento della mano per ottenimento di una superficie liscia, morbida e più piena. Gli effetti di lucido possono essere resi permanenti con l’impiego di fibre termoplastiche come il nylon, o con l’applicazione di prodotti a base di resine (ad esempio effetto cinzato = effetto lucido speculare permanente), grazie ai quali si ottiene una superficie liscia e brillante, quasi cerata.

La goffratura consiste nell’incisione a caldo di un disegno sul tessuto mediante una calandra particolare, ove il cilindro rigido riscaldato presenta delle incisioni in rilievo.

Infine si può ottenere l’effetto moiré: disegni lucenti e ondulati – noti appunto come moiré – realizzati goffrando il tessuto o premendolo con una superficie finemente solcata o ricoperta da rilievi sottilissimi. In questo caso la lucentezza viene prodotta per diffrazione della luce.

Plissettatura a caldo

La pieghettatura plissettatura, conosciuta anche come “plissage”, è una tecnica sartoriale con cui si realizza un tessuto fittamente pieghettato. Il tessuto oggetto di pieghettatura è chiamato “plissé”.

Alcuni effetti prodotti dalla calandra o dalla plissettatrice non sono permanenti, ad esempio può verificarsi la perdita della lucentezza e della mano. Altri effetti – quali cinzatura, effetto moiré, goffratura e pieghettatura – possono essere permanenti o scomparire con il lavaggio a seconda della composizione e struttura del tessuto.

Smerigliatura

Smerigliatrice

La macchina detta “smerigliatrice” è composta da cilindri rotanti ricoperti di carta abrasiva. Al passaggio del tessuto pressato sul cilindro si solleva una fitta e corta peluria, ottenendo una mano morbida e scorrevole al tatto simile a buccia di pesca, detta “mano pesca” perché il trattamento dà una minuta pelosità superficiale simile a quella di frutti come pesche o albicocche. Il pelo è cortissimo ma molto folto, e la sensazione tattile è chiaramente percepibile.

È importante verificare che la macchina sia provvista di spazzolatrice in uscita per rimuovere le polveri. La carta vetrata può variare in funzione del grado di smerigliatura che si vuole ottenere e si deve cambiare dopo un certo numero di ore. La smerigliatura diminuisce la resistenza meccanica del tessuto almeno di un 30-40 % e il tessuto diventa più esposto alle sollecitazioni di usura, trazione e lacerazione.

I difetti che si possono evidenziare nel lavaggio su un tessuto smerigliato sono:
– lacerazioni per eccessivo indebolimento del tessuto;
– rigature e fasce di colore diverso;
– macchie per bassa solidità del colore allo sfregamento.

Bassa solidità del colore allo sfregamento

Il difetto della bassa resistenza alla lacerazione si evidenzia se nel lavaggio si utilizzano ammorbidenti che favoriscono lo scorrimento delle fibre: il tessuto è già morbido per la smerigliatura, non ha senso aggiungere morbidezza. Per ridurre queste difettosità, le smerigliatrici di ultima generazione ai rulli ricoperti con carta smeriglio sostituiscono spazzole rotanti con fibre al carbonio.

 

Leggi l’articolo completo su Technofashion – febbraio 2019 – pag. 46

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