Il 23 luglio 2026 la Conferenza Unificata, organismo di coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali, ha approvato il regolamento che introduce in Italia il regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per il settore tessile.
La misura prevede obiettivi crescenti di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, fissati al 15% entro il 2026, al 30% entro il 2030 e al 50% entro il 2035. Il provvedimento promuove inoltre l’ecodesign dei prodotti e una maggiore tracciabilità lungo l’intera filiera, affidando al CORIT (Centro di Coordinamento per il Riciclo dei Tessili) il compito di organizzare e coordinare la raccolta dei rifiuti tessili post-consumo su tutto il territorio nazionale.
Una filiera più trasparente
Questo passaggio segna una tappa importante nella transizione dell’Italia verso un’economia tessile circolare e dà attuazione a una delle misure cardine della Strategia nazionale per l’economia circolare, introducendo requisiti più chiari per i produttori e le basi per una filiera tessile più efficiente e trasparente.
Commentando il via libera della Conferenza unificata, Sara Faccioli, Presidente del Board del Consorzio per l’EPR tessile ReDress e Managing Director di RLG Systems Italia, ha dichiarato: «Il via libera al regolamento EPR tessile rappresenta un momento storico per il settore in Italia e un passo significativo verso un’economia più circolare ed efficiente nell’uso delle risorse. È una riforma attesa da tempo, che offre alle imprese maggiore certezza e stabilisce un quadro chiaro di responsabilità per i produttori lungo tutta la catena del valore tessile.
A cosa servirà l’EPR tessile
Il regolamento introduce misure significative destinate a innovare la gestione dei prodotti tessili in Italia. In particolare, attribuisce ai produttori precise responsabilità nella copertura dei costi e nell’organizzazione delle attività di raccolta, recupero e trattamento dei tessili giunti a fine vita. Allo stesso tempo, incentiva lo sviluppo di prodotti più sostenibili, favorendo la progettazione di capi più durevoli, facilmente riparabili e realizzati con una quota crescente di materiali riciclati.
L’affidamento al CORIT del coordinamento del ritiro dei rifiuti tessili post-consumo, insieme all’enfasi sulla tracciabilità e sulla trasparenza dell’intero sistema, sarà essenziale per costruire una filiera più efficace e sostenibile.
Un segnale per l’Europa
Il nuovo quadro normativo italiano rappresenta inoltre un segnale significativo per l’intero mercato europeo. Sebbene i tempi e le modalità di attuazione possano variare tra i diversi Paesi, la responsabilità estesa del produttore per il settore tessile si sta affermando rapidamente come modello di riferimento a livello continentale.
In questo contesto, le imprese che adotteranno fin da subito strategie di adeguamento strutturate e coordinate saranno maggiormente preparate ad affrontare i futuri obblighi normativi, cogliendo al contempo le opportunità offerte dalla transizione verso un’industria tessile più sostenibile e circolare.



