Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) elaborato dal Governo Draghi prevede investimenti per 221 miliardi di euro, di cui 68,6 mld in economia circolare, al fine di migliorare la sostenibilità e la resilienza del Paese e del sistema economico.

Un’attenzione speciale è rivolta al comparto del Tessile italiano e ci si pone un obiettivo ambizioso che, se raggiunto, rappresenterebbe un risultato importante: rigenerare il 100% dei rifiuti tessili, potenziando la rete di raccolta differenziata e coinvolgendo i “Textile Hubs“, nuovi impianti per il recupero, il riuso e il trattamento/riciclo.

Il PNRR dichiara che “la nuova strategia nazionale per l’economia circolare, che verrà adottata entro giugno 2022, integrerà nelle aree di intervento l’ecodesign, ecoprodotti, blue economy, bioeconomia, materie prime critiche, e si focalizzerà su strumenti, indicatori e sistemi di monitoraggio per valutare i progressi nel raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

PNRR e rigenerazione del 100% degli scarti tessili: un obiettivo a tendere

La particolare rilevanza data dal PNRR al Tessile è indice dell’importanza riconosciuta al tema della tutela ambientale in relazione a questo settore, unico per il quale il quale si indica uno strumento operativo come l’hub.

È anche l’unico ambito per il quale si ambisce a un recupero al 100%: per gli altri, alcuni dei quali con processi di recupero tecnicamente più semplici rispetto al Tessile, gli obiettivi vanno dal 55% all’85%.

Tuttavia, come evidenziato dal Vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini, il 100% di recupero non significa che ogni singolo scarto di lavorazione e ogni capo usato possano essere riutilizzati, e che possano esserlo interamente. «Dal punto di vista tecnico oggi non è possibile e, verosimilmente, non lo sarà ancora per lungo tempo. Quello del recupero del 100% del tessile è un obiettivo a tendere, ma realisticamente irrealizzabile nel giro di pochi anni. Il problema dello smaltimento degli scarti non recuperabili non può essere risolto in questo modo: sì quindi a impianti di smaltimento sul territorio toscano, con la massima urgenza».

 

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