A Milano ha sfilato la prima collezione Moda disegnata da un’intelligenza artificiale in collaborazione con una stilista.

Al progetto sperimentale “Fashion Flair” ha lavorato un team di sviluppatori italiani, che hanno usato la doppia unità di calcolo neurale presente negli smartphone top di gamma del brand Huawei: il risultato sono i 20 outfit della collezione Annakiki per Huawei.

Moda intelligente: il progetto

L’iniziativa di “sartoria virtuale” ha consentito agli sviluppatori italiani di allenare l’intelligenza artificiale mostrandole 30 mila immagini rappresentative delle sfilate di Moda più iconiche degli ultimi cento anni. È nata quindi un’applicazione in grado di disegnare abiti inediti in base alle preferenze dell’utente, il quale può scegliere colori, volumi, lunghezze e texture ottenendo lo spunto creativo per un capo.

Anna Yang, direttrice creativa di Annakiki, ha impostato una serie di input e filtri, che l’A.I. ha elaborato creando una propria proposta. Questa è stata a sua volta completata dalla creatività della designer.

Yang ha osservato: «Perché non lasciarsi contaminare da ciò che può fare una macchina e incorporare la proposta dell’intelligenza artificiale all’interno del processo creativo che porta alla definizione di un look? Questa capsule collection è solo un esempio di ciò che sarà possibile realizzare in futuro».

La sfilata milanese, svoltasi a maggio, ha celebrato la prima linea di Moda frutto della collaborazione tra la tecnologia e l’estro creativo umano.

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