Tessuti laminati, a effetto oliato o accoppiati pelle-tessuto: spesso gli effetti che vorrebbero stupire non garantiscono la qualità di un capo che si rovina durante la manutenzione o l’indosso. Vediamo le principali casistiche.

 

I nuovi finissaggi utilizzati solo per creare particolari effetti stilistici (prestazioni formali) non possono garantire la qualità del capo, intesa come rispetto delle prestazioni funzionali durante la manutenzione e l’indosso.

Il consumatore, soprattutto di marchi importanti, pretende delle prestazioni minime a cui non è disposto a rinunciare. Spesso, tuttavia, l’estremizzazione del finissaggio per abbagliare e invitare il consumatore all’acquisto stride con le prestazioni del capo durante il suo indosso e la sua manutenzione.

Di seguito proponiamo esempi recenti di difettosità su capi ad alto contenuto estetico, realizzate con finissaggio estremo, rispettoso delle prestazioni successive del capo.

Finissaggi estremi: tessuti laminati

I tessuti laminati sono ottenuti per trasferimento a caldo, sul tessuto, a partire da un supporto costituito da una carta argentata, dorata, glitterata e simili. Esistono diversi processi di stampa con i quali si può trasferire il colorante o pigmento.
In particolare, la stampa transferforti effetti estetici a costi contenuti e si realizza in due tempi:

  • prima si stampa un supporto (normalmente carta) con materiali appropriati;
  • poi si trasferisce il disegno dal supporto cartaceo al tessuto, ponendo la carta stampata a contatto con il tessuto a caldo e applicando una pressione.

Il legame tra substrato tessile e lamina è di natura fisica (colla), non di natura chimica come nella stampa con coloranti, quindi la manutenzione di tali tessuti è estremamente difficoltosa.
Il lavaggio ad acqua provoca la scomparsa dell’effetto lucido e il lavaggio a secco degrada la stampa fino al distacco della lamina stessa. Le stesse sollecitazioni di indosso provocano, per sfregamento, la sbiaditura della stampa.

Trattandosi di un legame fisico e non chimico, si può stampare qualsiasi base indipendentemente dalla composizione. È un enorme vantaggio che consente di utilizzare una molteplicità infinita di materiali senza alcun problema nella realizzazione, nonostante le difficoltà nella manutenzione non presenti nella stampa con coloranti (Fig. 1, 2, 3, 4).

Finissaggi estremi: effetto oliato tipo Barbour

In questa lavorazione, il tessuto viene impregnato di appretto tipo olio, in modo di dare una “mano” untuosa alla superficie.

Un esempio famoso può essere una giacca cerata a imitazione dell’intramontabile Barbour stile casual chic (Fig. 5): verde o marrone militare, cerniera e bottoni a pressione, interno in tartan, nata nel 1894 allo scopo di proteggere dalle intemperie del clima britannico i minatori e pescatori. Si tratta di tessuto thornproof, ossia un materiale isolante e impermeabile che ripara dalla pioggia e dal freddo ed è particolarmente resistente agli strappi e all’usura del tempo.

Con un tessuto del genere, un qualsiasi lavaggio – sia ad acqua sia a secco – provoca la perdita dell’effetto oliato del finissaggio in modo disuniforme, creando sbiaditure e macchie scure. Spesso, nel tempo, l’olio di superficie penetra all’interno e rende untuosa la fodera. Il fornitore di tali tessuti in genere vieta qualsiasi tipo di lavaggio che porterebbero a un intenso degrado cromatico del tessuto.

È possibile il ripristino dell’aspetto originale del capo cerando il capo con appositi prodotti, a costi elevati. Anche la solidità del colore allo sfregamento è bassa.

finissaggi
Fig. 5 – Esempio di giacca cerata tipi Barbour

Finissaggi estremi: la stampa laser

Nell’incisione laser il materiale viene riscaldato così intensamente dal raggio laser incidente che, a seconda del tempo di esposizione, cambia colore e crea un contrasto, oppure evapora o brucia superficialmente. È dunque importante utilizzare una potenza laser bassa a seconda del materiale, altrimenti si danneggia il tessuto. Il denim di colore scuro o i tessuti in cotone possono essere facilmente “sbiancati” grazie all’incisione laser.

 

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