Il 20 settembre a Milano si è tenuto “Aphrodite Woman is Life”, un evento di Pop Art Fashion nato con l’intenzione di sensibilizzare i cittadini a fondamentali concetti di natura personale e sociale, come amore, autostima, accettazione per sé stessi e per il prossimo. Al centro la donna, la bellezza e l’arte in ogni sua declinazione: Moda, musica, design.

L’obiettivo è stato quello di comunicare con forza che la Moda e l’arte sono inclusive e a portata di tutti a prescindere dal genere, dalle taglie dai colori, dal sesso e dalla religione.

Marlon Brandão

Abbiamo intervistato Marlon Brandão, stilista di MB27: un brand emergente di abbigliamento maschile e femminile che crea capi eleganti senza trascurare il mondo del Fashion street, attraverso linee alla portata di tutti.
Quest’estate MB27 Marlon Brandão & THE QUEEN – in collaborazione con APSE ITALIA e SOGLAM international – ha lanciato #IM, nuova campagna di sensibilizzazione sui generi con lo scopo di eliminare barriere ed etichette generali, sostenendo l’importanza di una Moda che si opponga a ogni stereotipo e si faccia valorizzatrice di tutte le sfumature dell’umanità, senza distinzioni e senza discriminazioni.

 

Può raccontarci l’iniziativa “Aphrodite Woman is Life”?

La serata del 20 settembre si è svolta con l’interazione tra noi di MB27, i ragazzi di APSE e di U.S.A. Per quanto ci riguarda, abbiamo cercato di creare una sfilata in stile mostra, in maniera tale da poter far interagire il pubblico con i nostri capi e con le modelle.

Abbiamo voluto accantonare la classica impostazione di sfilata su red carpet, tentando di portare un po’ d’arte e diversità in passerella, allo scopo di avvicinarci ancor più agli ospiti e – di conseguenza – di far avvicinare gli ospiti a noi.

MB27 ha organizzato una sfilata in stile mostra, per far interagire il pubblico con i capi e con le modelle

Quale ruolo hanno avuto le creazioni di MB27 all’interno dell’evento?

Dal mio punto di vista, i nostri capi hanno svolto un ruolo importante nella complessità della serata. Oltre a lanciare la nostra collezione P/E 2020 Donna, abbiamo creato vestiti fatti a mano usando tessuti pregiati – come la seta – per vestire le ragazze del coro, Madre Natura e la presentatrice dell’evento. I capi che abbiamo realizzato fuori dalla collezione sono stati ideati e disegnati cercando di racchiudere tutto il pianeta: abbiamo preso spunto da ogni Paese, per ottenere come risultato un abito che potesse davvero definirsi “cittadino del mondo”.

Moda, musica e impegno sociale: l’evento ha ottenuto il riscontro positivo auspicato?

Forse si sarebbe potuta migliorare l’organizzazione, ma sì, l’evento ha registrato una risposta positiva. Credo si possa sempre fare di più, non mi accontento facilmente e voglio sempre raggiungere il massimo. A mio parere, comunque, tutto lo staff di MB27 ha dato il massimo e sono più che soddisfatto dell’obbiettivo da noi raggiunto.

Non accade spesso di vedere il Fashion e la “body acceptance” andare a braccetto. Come è nata l’idea di servirsi proprio della Moda per promuovere la sensibilizzazione a temi di fondamentale importanza come l’autostima, l’accettazione e il rispetto di sé e di chi ci circonda?

Uno scatto del backstage della sfilata

La Moda è da sempre, e sempre lo sarà, uno degli ambiti più importanti del mondo. Non ha età, non potrà mai morire; tutto il mondo guarda sempre alla Moda, in qualsiasi situazione. Un esempio molto semplice: se ci si reca al ristorante tutti guardano come siamo vestiti, e lo stesso vale quando si va a ballare, o al lavoro, o in biblioteca.

Appunto per questo motivo riteniamo che il Fashion sia l’ambiente giusto per ottenere il massimo della visibilità possibile: consente di esprimere, gridare il proprio disgusto per la società di oggi e per l’etichetta che i grandi brand hanno voluto dare alla Moda.

Se i grandi brand del Fashion decidessero di declinare concretamente questo suo messaggio nelle loro collezioni, si tratterebbe di un traguardo fondamentale, con conseguenze positive non trascurabili. Ritiene che un panorama simile sia, o possa diventare, realistico?

Purtroppo, con il cuore in mano, le rispondo che temo di no. I grandi brand (quelli che creano o influenzano le principali tendenze) difficilmente sceglierebbero le modelle che noi abbiamo scelto per questo evento, spesso non considerate all’altezza dei capi di Alta Moda.

Viviamo in una società che, più va avanti, più punta a creare e realizzare gli uomini e le donne perfette; una società dove l’uomo e la donna brutti devono essere eliminati, dove l’imperfezione è uno svantaggio. I grandi brand non scendono a compromessi, per noi invece l’imperfezione è perfezione: ecco la differenza.

Per questo evento sono stato presente da mattina a sera, per capire cosa provassero le modelle nell’essere protagoniste per la prima volta. Erano orgogliose e si sentivano bellissime (lo erano veramente). Ecco, MB27 ha vinto lì, realizzando un piccolo sogno per loro, mettendole al centro dell’attenzione, facendo loro capire che loro non valgono meno delle donne “stereotipate” altissime e magrissime. Noi siamo umani e vogliamo circondarci di gente umana.

Può raccontarci qualcosa di lei? Qual è il suo percorso/la sua esperienza professionale?

Io ho sempre studiato recitazione fin da quando avevo 8 anni. Mia mentore nel campo della Moda è stata mia madre, Ana Paula Brandão (Direttore artistico e prima sarta di MB27); quando ero piccolo lei cuciva a casa piccoli vestiti per me e sono sempre stato affascinato dall’arte che le vedevo creare. Allora mi sono ripromesso di realizzare, un giorno, una mia linea che avesse le mie iniziali e la mia data di nascita: e così è stato.

AdessoMB27 è una realtà piccola ma solida, anche grazie a mia moglie Anissa Wahid Brandão, che è l’Amministratore Delegato del brand.

Anissa Wahid Brandão, intervistata nel corso dell’evento

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