Il progetto di Lara, Viviana e Cristina si colloca bene sia rispetto al principio di ricercatezza, in particolare per linee, materie e dettagli del prodotto, che rispetto al principio di moda fast. Nello specifico per fast il riferimento è relativo alla ciclicità del prodotto di moda e della tendenza in generale, infatti l’operato del brand evidenzia avanguardismo nei mood scelti e nei trend individuati. Questo perché per la Dressing Dominae fare moda è vivere e creare un mondo a 360 gradi, costruire realtà e personalità disparate, è far rivivere la storia in tagli, dettagli, colori e stampe; ma è anche rivestire la pelle, coprirla rispettando un codice inviolabile che è quello del rispetto e della valorizzazione del corpo e quindi della silhouette.

A consolidare l’intero progetto, il Web: l’impiego di strumenti fra i più utilizzati dalle masse, quindi la creazione di un blog e l’utilizzo delle piattaforme social che vanno per la maggiore. Il blog evidenzia la spiccata vision e la forte sensibilità artistica nonché grafica del trio, infatti presenta una sezione di promozione del core business di ricerca, progettazione, confezione e consulenza; e inoltre si pone come obiettivo anche quello enciclopedico e formativo a ciclo aperto. Il sito, infatti, presenta un’area dedicata alla storia della moda con contenuti fruibili gratuitamente e in continuo aggiornamento con un’impostazione aperta al confronto social, col fine di creare una rete di condivisione culturale. Un hub di contenuti che dalla moda possono spaziare lungo tutti i fili culturali e sociali che in essa si intrecciano a formare, da sempre, trama e ordito della società.

Analisi e costruzione del capo di Dressing Dominae

I tessuti e i filati utilizzati per la lavorazione sono tutti Made in Italy, quindi da considerarsi per una clientela medio/alta, per una donna che sappia apprezzare sia la qualità che la manualità sartoriale. Il modello è realizzato in taglia 42, è composta da un mini pull in lana/viscosa stretch interpretato in chiave moderna, accorciato, ridimensionato, per permettere al tessuto tartan di sbucare dall’orlo o di inserirsi a sorpresa nell’oblò sulla schiena e da una gonna in tessuto di lana che crea un gioco di righe orizzontali e verticali sulla linea a palloncino. Il mini pull composto da corpino e maniche in viscosa stretch consuma 300gr a capo smacchinato in rasato finezza 12 i polsi sono in costina 1/1 altezza cm 4. Il collo è in costina 1/1 con filo di lana titolo 2/48 e un filo di lamè, che vengono lavorati assieme. Il filato lamé, così sottile e scintillante, permette anche a un semplice accessorio, come in questo caso il collo di creare quell’inconfondibile effetto di luce che dà un tocco di personalità al capo e di conseguenza a chi lo indossa. La particolarità di questo mini pull è visibile non solo frontalmente ma soprattutto di schiena, l’occhio infatti cade sull’inserto creato sul centro dietro, dove è stato ritagliato un oblò e inserito un tondo in taffettà a quadri tartan del peso di gr. 50 con faldone obliquo centrale. Stesso tessuto è stato inserito nel fondo corpi dove è stata posizionata una rouche a pieghe piatte alta cm. 25 e larga mt. 1.50. La parte superiore è conclusa da una spilla, realizzata da petali in due tessuti e la parte centrale da un fiore in plastica. La gonna, invece, è composta da un unico tessuto di lana a righe nero/blu laminato. La parte più importante è a righe orizzontali, mentre la balza sul fondo, alta cm. 20 è a righe verticali, totale consumo tessuto mt. 1.50. L’effetto a palloncino è ottenuto da piccole piegoline pizzicate sull’orlo. Per indossare comodamente il capo è stata posizionata una cerniera invisibile sul centro. Dalla cintura alta 3 cm, partono piccole pieghe sciolte, profonde 2,5 cm, che dal centro guardano verso l’esterno, sia davanti che dietro.

Fasi di lavorazione

La fase di taglio non presenta particolare difficoltà nella parte superiore, richiede però attenzione nella gonna, in quanto il tessuto deve essere piazzato con precisione in modo che una volta confezionato il capo le righe sul fianco coincidano perfettamente. Inoltre, la fase del taglio è delicata anche vista la duplice posizione delle righe. Il cinturino deve essere adesivato, stirato e poi ritagliato, facendo attenzione anche in questo caso alla centratura delle righe. La parte inferiore viene applicata in taglia cuci e l’orlo rifinito con delle piccole piegoline pizzicate dal bordo, operazione realizzate a mano, questo serve a creare l’effetto palloncino e deve essere fatto come ultima fase di lavorazione primo dello stiro. Il pull ha una lavorazione più complessa in quanto parte dalla smacchinatura dei teli, i quali devono poi essere imbastiti, prestirati per portarli in misura come da cartamodello e poi tagliati. Il collo viene smacchinato con un lato finito in macchina, mentre l’altro viene smacchinato con separazione per permettere poi di essere applicato a rimaglio in finezza 14; questa è l’ultima operazione che viene fatta in confezione. Al tessuto del fondo e dell’oblò della schiena, vengono fatte delle cuciture di contenimento in modo da stabilizzare il tessuto. Vengono poi ritagliati a mano uno a uno i petali per realizzare la spilla a fiore e rifiniti in lineare e in ultimo viene applicato un fiore in plastica con relativo accessorio.

Puoi leggere l’articolo completo sul numero di febbraio 2017 di Technofashion pag. 46 47 

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