Distretto tessile di Prato: controlli strutturali e filiere tracciabili

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Nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni riunite Giustizia e Lavoro della Camera sulle risoluzioni in materia di sfruttamento dei lavoratori nel distretto tessile di Prato, CNA e Confartigianato hanno evidenziato le seguenti priorità:

  • rafforzare in modo strutturale e coordinato i controlli;
  • introdurre strumenti di tracciabilità digitale delle filiere produttive;
  • garantire un’effettiva tutela ai lavoratori che denunciano;
  • valorizzare le imprese che operano nella legalità.

Caporalato

Le Confederazioni hanno evidenziato l’esigenza di contrastare in modo sistematico l’illegalità, superando gli interventi episodici o emergenziali e orientando l’azione pubblica verso un modello stabile, continuativo e misurabile, fondato su una task force permanente dedicata al distretto e sostenuta da risorse pluriennali.

Il contrasto all’illegalità è una condizione imprescindibile per tutelare il lavoro regolare, garantire una concorrenza leale e salvaguardare la reputazione del distretto tessile di Prato e del Made in Italy.

Solo un presidio pubblico stabile, coordinato e misurabile può impedire che lo sfruttamento continui a penalizzare imprese sane e lavoratori.

Tracciabilità di filiera

Particolare rilievo è stato attribuito alla trasparenza e alla governance della filiera produttiva.

Secondo le Confederazioni, l’introduzione di strumenti digitali di tracciabilità e una chiara responsabilizzazione dei committenti e delle imprese capofila rappresentano passaggi essenziali per contrastare i subappalti a cascata, rendere identificabile la catena delle responsabilità e impedire che l’illegalità si scarichi sull’ultimo anello produttivo.

Sostenibilità sociale

Un altro punto centrale riguarda la tutela dei lavoratori vittime di sfruttamento.

CNA e Confartigianato hanno ribadito che l’emersione delle irregolarità è possibile solo se accompagnata da protezioni concrete per chi denuncia, capaci di ridurre la ricattabilità legata alle condizioni lavorative, abitative e amministrative, e di favorire percorsi reali di uscita dall’illegalità.

Qualificazione del distretto di Prato

Le Confederazioni hanno inoltre evidenziato l’importanza di affiancare all’azione repressiva misure di qualificazione del distretto, in grado di premiare e rendere riconoscibili le imprese virtuose che rispettano le regole e investono in qualità, sicurezza e sostenibilità.

In questo quadro è stato richiamato il progetto “Laboratorio Legalità Prato – Task Force permanente”, ispirato alle migliori pratiche già sperimentate sul territorio, come il Piano “Lavoro Sicuro” della Regione Toscana, e pensato come modello replicabile anche in altri distretti industriali.

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