CNA Federmoda, filiera e il futuro del Fashion Made in Italy

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Si è conclusa presso l’Auditorium della CNA Nazionale l’edizione 2026 di “Made in Italy: Valore Economico, Sociale, Etico“, l’appuntamento annuale di CNA Federmoda che negli ultimi anni rientra nel programma della Giornata Nazionale del Made in Italy.

Due giornate di lavoro – il 16 aprile dedicato ai gruppi di lavoro interni, il 17 al momento convegnistico aperto – che hanno prodotto un risultato concreto: il Piano Strategico CNA Federmoda 2026–2030, pensato anche come piattaforma attuativa del Libro Bianco Made in Italy 2030 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il Libro Bianco è un documento che traduce in azioni concrete la visione strategica del Ministero, mettendo al centro il ruolo insostituibile della filiera artigianale come presidio di qualità, innovazione e coesione territoriale del sistema moda italiano.

3 tavoli tematici

I gruppi di lavoro interni si sono articolati in 3 tavoli tematici, da cui è emerso un filo comune: le filiere della moda non soffrono di assenza di regole, ma di un sistema squilibrato, in cui gli oneri si concentrano sugli anelli più deboli della filiera mentre i comportamenti scorretti restano a monte, spesso impuniti e strutturali.

  • Legalità e rapporti di filiera – coordinato da Elena Grazioli (Affari Legislativi CNA).
    La legalità nella filiera moda non può ridursi a un adempimento formale: se il prezzo della commessa non incorpora il costo reale della compliance, chiedere legalità alle imprese è una contraddizione in termini. CNA Federmoda propone un sistema fondato su semplificazione burocratica, fascicolo unico dell’impresa, documento standard condiviso e un meccanismo premiale – sul modello del rating di legalità – che riconosca e valorizzi concretamente le imprese virtuose;
  • Politiche industriali – coordinato da Pierluigi Bartolomei (Presidente del Comitato Tecnico della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy).
    La filiera moda è di fronte a un cambiamento radicale dei paradigmi produttivi e di mercato. Le reti e le aggregazioni tra imprese vanno rilanciate, i patrimoni territoriali e gli archivi valorizzati, le specializzazioni di nicchia sviluppate. Con i brand occorre costruire accordi quadro stabili che superino la logica del tiranneggiamento sul costo–minuto e riconoscano il valore strategico della filiera come sistema flessibile e insostituibile.
  • Formazione – coordinato da Flavio Sciuccati (Senior Partner di TEHA Ambrosetti).
    Riavvicinare i giovani alle professioni della filiera moda richiede strumenti nuovi e concreti. CNA Federmoda propone tre azioni: il rafforzamento istituzionale attraverso il Protocollo Valditara, il Job Shadowing come esperienza diretta in impresa, e la Card Young Bridge – un kit professionale di orientamento che trasformi il percorso di studi in vocazione e apra le porte del mondo artigiano.

Gli interventi

Il mattino del 17 aprile, il convegno si è aperto con la presentazione di un’indagine settoriale a cura di Antonio Murzi, Responsabile del Centro Studi CNA, seguita dagli interventi dei coordinatori dei tavoli che hanno restituito all’assemblea gli highlight e le proposte emerse il giorno precedente.

Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda, ha quindi illustrato le linee per il piano strategico di CNA Federmoda, ulteriormente arricchito delle riflessioni delle due giornate e pensato come piattaforma attuativa del Libro Bianco Made in Italy 2030 del MIMIT.

Il settore ormai da qualche tempo si trova in una situazione di estrema delicatezza. Quest’anno abbiamo affrontato un ampio ventaglio di problematiche, nella consapevolezza della necessità di lavorare sia sul breve periodo che per disegnare un programma di politiche che guardi al futuro.Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda

Il confronto istituzionale ha visto la partecipazione di Doriana Marini, Presidente Nazionale CNA Federmoda, e di Luca Gentile, Dirigente della Divisione XII del MIMIT – Sistema persona, tessile, moda, accessoristica e cosmetica, che ha portato il contributo del Ministero in un confronto che CNA Federmoda intende rendere stabile e strutturato.

È fondamentale costruire patti di filiera fondati sulla sostenibilità economica, più che su logiche puramente formali. Bisogna dialogare con il Parlamento per trovare una condivisione sulle politiche da intraprendere per il settore.Doriana Marini, Presidente Nazionale CNA Federmoda

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