Venerdì 17 gennaio è stato sottoscritto il protocollo “Patto per il Tessile”, che riguarda temi di carattere ambientale e il cui scopo è quello di applicare al settore del Tessile – in particolare agli scarti di lavorazione e ai rifiuti – i principi dell’economia circolare.

Il driver comune a tutti le parti è necessità di ridurre al minimo i volumi dei rifiuti, promuovendo il riutilizzo più esteso possibile degli scarti di lavorazione del distretto pratese: ad esempio residui delle fasi tessili di pettinatura, filatura, tessitura, rifinizione come cascami, testate, fila, frasami, oltre che i ritagli di confezione.

Questo obiettivo è legato a normative “end of waste” di livello nazionale ed europeo.

Normative più chiare per agevolare il reimpiego

Con la sottoscrizione del patto la Regione Toscana si impegna a rendere più chiare ed efficaci le normative, per agevolare il reimpiego dei materiali – oggi soggetti a passaggi burocratici onerosi soprattutto per le piccole imprese – e la riduzione del volume dei rifiuti.

Il protocollo contiene passi avanti significativi per un più facile riciclo dei materiali:

  • chi commercia materiali tessili riutilizzabili viene considerato parte della filiera, agevolando gli adempimenti;
  • lo status di sottoprodotto può essere attestato, con le debite formulazioni, anche attraverso i contratti di compravendita;
  • dei sottoprodotti sarà stilato un elenco, sebbene non esaustivo, che individui quelli riconosciuti come tali.

L’accordo è stato raggiunto dopo un anno e mezzo dall’apertura del tavolo che vede impegnati da un lato Confindustria Toscana Nord, CNA Toscana, Confartigianato Toscana/Tessile/Moda e Associazione Astri e dall’altro Regione Toscana, Comune di Prato e Alia Servizi Ambientali SpA.

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