Moda maschile italiana: trend positivo grazie all’export

Kenzo Guest Designer @ Pitti Uomo 83 –
G. Giannoni

Nell’ambito di un quadro congiunturale fragile e complesso non solo a livello nazionale ma anche internazionale, nel 2012 la moda maschile italiana (in un’accezione che comprende l’abbigliamento esterno in tessuto ed a maglia, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle), secondo le stime elaborate da SMI e diffuse in occasione dell’ultima edizione di Pitti Uomo, dovrebbe evidenziare un risultato positivo in termini di fatturato complessivamente generato a livello settoriale, pur sperimentando, specie a seguito del rallentamento manifestatosi nella seconda parte dell’anno, un netto ridimensionamento rispetto al risultato del 2011.
In particolare, sulla base delle indicazioni provenienti dalle indagini campionarie nonché sulla base dell’andamento congiunturale del quadro macroeconomico di riferimento, SMI stima per il 2012 un giro d’affari settoriale in crescita del +1,9%, corrispondente a 8,6 miliardi di euro.
Con riferimento ai singoli micro-comparti qui esaminati, si rileva la prosecuzione del trend positivo (sempre in termini di fatturato totale) sia per il comparto preponderante, ovvero il vestiario esterno (nell’ordine del +3,3%), sia per la maglieria esterna, nonché per la pelle; di contro, gli altri segmenti quali la camiceria e le cravatte risulterebbero tutti interessati da dinamiche già negative.
L’intero rapporto è disponibile su sito di Smi

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