La lana diventa fertilizzante

La Commissione Europea ha finanziato con 1 milione di euro il progetto di ricerca ideato da due soggetti pubblici, il CNR ISMAC di Biella e il Politecnico di Torino, con l’azienda meccanotessile biellese OBEM SpA. Si tratta di un ottimo esempio di collaborazione fra pubblico e privato in un ambito strategico per l’economia italiana, quello della ricerca e innovazione, accanto ad un asset prioritario a livello nazionale e internazionale, la sostenibilità ambientale.

Il progetto si chiama “GreenWoolf” e punta a recuperare le lane di scarto trasformandole in fertilizzanti azotati attraverso la realizzazione di un’apparecchiatura ad hoc. L’idea è nata dallo scambio delle conoscenze dei ricercatori del CNR di Biella, specializzati nello studio delle fibre tessili e in particolare della lana, con le competenze dei ricercatori del Politecnico torinese in materia di progettazione e grazie all’esperienza dell’azienda OBEM spa, specializzata nella produzione di macchinari per l’industria, in particolar modo tessile, fin dal 1946.

«Il progetto si sviluppa nei prossimi 3 anni e prevede varie fasi – spiega Silvio Sicardi, docente di Principi di Ingegneria Chimica del Politecnico di Torino – che comprendono l’idrolisi delle lane sucide con acqua surriscaldata, lo studio dei parametri di reazione, la progettazione e costruzione dell’impianto prototipale, la sperimentazione sull’impianto, la valutazione in campo dei fertilizzanti e la diffusione dei risultati. Va sottolineata un’ulteriore ricaduta positiva del progetto: la formazione di giovani ricercatori in questo ambito specifico e la valorizzazione di personale che possa gestire il nuovo processo industriale».

 

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