L’Istituto Secoli, in occasione del consueto appuntamento con la cerimonia di consegna dei diplomi 2018 dell’anno accademico 2016/2017, giunto alla settantaduesima edizione, ha celebrato i suoi studenti pronti ormai ad affacciarsi inevitabilmente al mondo del lavoro.

Per meglio affrontare questo momento, l’Istituto ha organizzato un interessante e coinvolgente dibattito iniziale invitando esperti e stake holders del settore moda che hanno dato agli studenti dei consigli pratici per aiutarli nella ricerca del lavoro attraverso la loro visione strategica.

Istituto Secoli, consigli strategici per i neo diplomati

La tavola rotonda è stata moderata da Barbara Nicolini, head hunter specializzata nel settore moda, scrittrice e co-autrice del libro Trova lavoro subito nella moda. Sono intervenuti:  Simonetta Gobbo di Antia; Caterina Rorro, Marketing and Communication Director LECTRA; Christian Di Pilato, Direttore Prodotto Olimpias Benetton Group; Daniela Cattaneo, Consigliere Club IACDE Italia, Team Coordinator Pattern Designer Boss Casual and HUGO Shirt & Neckwear Hugo Boss; Felicia Todisco, Direttore Ufficio Tecnico di Produzione Falconeri Gruppo Calzedonia; Gian Mario Borney, Fashion, Retailing and Brand International Strategy Advisor The European House-Ambrosetti; Giorgio Brandazza, CEO Boglioli; Giorgio Secoli, Vice Direttore Consulenze Istituto Secoli e Responsabile Servizio Placement.
Impossibile non iniziare senza interrogarsi su dove stia andando il mercato della moda.

Giorgio Brandazza ha risposto introducendo quello che è stato il focus del panel, ossia l’importanza del prodotto influenzato dalla velocità e dall’immediatezza richiesta dal cliente. Questi fattori causano inevitabilmente stress nel processo operativo (dovuto ad un prodotto sempre più globale che ha di conseguenza esigenze e modalità di lavoro diverse) e che i nuovi professionisti devono imparare a gestire.

Gian Mario Borney ha introdotto quindi il tema dell’omnicanalità, ossia la possibilità di interagire con il brand indifferentemente dal canale. Non esistono più processi sequenziali, non ci sono più stagionalità e tempistiche stabilite. La proposta di nuovi prodotti è sempre più immediata, ridisegnando così nuovi processi e figure professionali, come quelle dello sviluppo prodotto, chiamate sempre di più a sapersi integrare con tutte le altre.

Caterina Rorro presenta colui che oggi comanda e a cui le aziende devono rispondere per soddisfare ogni sua esigenza: il consumatore. Per questo motivo la tecnologia ha l’obbligo di camminare di pari passo con le necessità delle aziende e del mercato. “È fondamentale per i nostri ragazzi essere capaci di interagire, di integrarsi e di capire di cosa ha bisogno l’azienda” spiega invece Simonetta Gobbo che incita a seguire i propri sogni senza però dimenticare di imparare a valutare i rischi che il mercato può nascondere. Per questo uno strumento come uno stage, che permette di utilizzare gli strumenti e le competenze dei colleghi con cui il ragazzo va ad interagire, di usufruire dei linguaggi e di vivere le dinamiche dei processi aziendali, è un’occasione fondamentale che permette di agganciare il mondo del lavoro.

Felicia Todisco racconta la sfida di Falconeri con il prodotto, che deve mantenere l’artigianalità del capo rivolto ad un mercato medio-alto, ma affiancata alla digitalizzazione della quale ormai non si può più fare a meno. Le collezioni devono essere preparate nel minor tempo possibile, cercando ovviamente di contenere i costi. Anche in Falconeri è emersa la difficoltà di trovare certe figure professionali specializzate (ad esempio il tecnico di maglieria o il programmatore di macchina), per questo motivo l’Istituto Secoli ha organizzato un corso all’interno dell’azienda grazie al quale hanno partecipato determinate figure già inserite in azienda, le quali hanno potuto dimostrare piene capacità trasversali. È importante inoltre l’utilizzo di piattaforme con le quali le aziende possono accedere a tutti i dati in tempo reale e in tutte le parti del mondo.

Daniela Cattaneo ha illustrato come anche la figura del modellista sia cambiata attraverso la tecnologia 3D. Una volta ad un modellista era chiesto di fare una costruzione della geometria del capo, conoscere le fasi di lavorazione, cosa accedeva durante la fase di sviluppo, ma non era richiesto saper utilizzare certi programmi. Oggi invece il modellista deve sapere utilizzare programmi di grafica, software di simulazione e avere delle nozioni base di modellazione in 3D.
Christian Di Pilato ha ribadito l’importanza del cambiamento come parte integrante dell’evoluzione.

Il prodotto è il cliente

In un mercato così competitivo è importante quindi saper leggere e sfruttare il cambiamento. Il cliente non è più disposto ad aspettare, pretende l’immediatezza e questo comporta mettere in discussione quello che si trova all’interno dell’azienda, i suoi processi e le sue abitudini che si sono consolidate nel tempo. Il prodotto è il cliente. Le figure professionali che nascono per metter in pratica questa velocità sono l’effetto di questa esigenza, in grado di interpretare quello che vuole il cliente, non è più solo una questione di stile. Il brand Made in Italy è riconosciuto per la sua professionalità in tutto il mondo. Come ha sottolineato Giorgio Secoli, Vice Direttore Consulenze Istituto Secoli e Responsabile Servizio Placement, il punto fondamentale è saper quindi adattare questa professionalità alla velocità richiesta dal mercato e sfruttarla al massimo all’interno delle aziende.
In seguito a queste preziose riflessioni donate agli studenti da esperti del settore di tale calibro, la giornata si è conclusa con la consegna dei diplomi agli studenti dell’anno accademico 2016/2017 da parte di Matteo Secoli, Direttore dell’Istituto, e di un brindisi finale che suggerisce che la formazione non è finita, ma inizia proprio da questo momento.

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