In occasione del workshop ICESP dedicato al Regolamento europeo sull’Ecodesign e al Digital Product Passport (DPP), CNA Federmoda ha rilanciato il tema della transizione del comparto Moda verso modelli più trasparenti e sostenibili. Il messaggio è netto: non bisogna attendere che il quadro normativo sia definitivamente delineato. Per le micro e piccole imprese, rimandare l’adeguamento significa rischiare di perdere terreno in un mercato che già oggi premia la trasparenza, la responsabilità e la capacità di dimostrare il valore dei propri prodotti e processi.
Per questo CNA Federmoda ha scelto di passare dalla fase di osservazione a quella operativa, attivando una Proof of Concept che coinvolge cinque imprese pilota selezionate all’interno del sistema associativo: Rossorame (AMETLAB), Selbi Studio, Le Panier Bags, L’Impermeabile e Wladi Rigato. Cinque micro e piccole imprese, sia conto proprio sia terziste, rappresentative di differenti categorie di prodotto della filiera moda (dall’abbigliamento agli accessori, dalla pelletteria al capospalla fino alla calzatura) scelte per testare in modo concreto l’applicabilità del nuovo quadro regolatorio europeo e del Digital Product Passport in contesti produttivi diversi.
Adattarsi a realtà aziendali differenti
Una scelta che riflette la complessità reale del sistema moda italiano e la necessità di costruire strumenti capaci di adattarsi a strutture aziendali, processi e modelli di business profondamente differenti.
«Le imprese non devono aspettare che la norma le costringa a cambiare. Devono essere accompagnate ora, con strumenti proporzionati alla loro struttura, alla loro organizzazione e alle loro capacità operative» dichiara Caterina Mazzei, referente per le tematiche della sostenibilità e dell’economia circolare di CNA Federmoda.
Le prime evidenze emerse dal percorso sono significative: nelle micro e piccole imprese il dato esiste già. Esiste nei processi, nella selezione dei materiali, nella conoscenza della filiera, nelle competenze produttive sedimentate nel tempo: il valore c’è già. Il punto è renderlo leggibile, strutturato e comunicabile.
Valorizzare il patrimonio dei dati
In questo contesto si inserisce la collaborazione con BCODE, partner tecnologico scelto per costruire un’infrastruttura capace di tradurre la complessità delle piccole imprese in strumenti concreti, interoperabili e sostenibili, in grado di organizzare e valorizzare il patrimonio informativo già presente nelle aziende.
Per CNA Federmoda il Regolamento Ecodesign rappresenta una trasformazione strategica che può ridefinire il posizionamento competitivo delle imprese italiane. Affinché questa transizione sia davvero efficace, però, servono regole chiare, metriche armonizzate e strumenti accessibili, costruiti con un principio di proporzionalità che tenga conto della realtà delle micro e piccole imprese.



