Il 29 ottobre l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra ha presentato le nuove divise sviluppate da Slow Fiber e destinate alle guide che accolgono i visitatori del Palazzo delle Nazioni. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte e la Missione Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, nell’anno del 70° anniversario della presenza italiana. Durante la cerimonia, la Direttrice generale Tatiana Valovaya ha espresso un ringraziamento speciale alla Missione italiana, alla Fondazione e a Slow Fiber per il contributo al progetto.
Perché una filiera come Slow Fiber
Le guide rappresentano il primo punto di contatto tra l’ONU e le migliaia di visitatori che ogni anno entrano nel Palazzo delle Nazioni. Per questo le nuove divise sono state concepite come espressione concreta degli stessi valori che esse raccontano quotidianamente: dialogo, inclusione e impegno per uno sviluppo più sostenibile. Un obiettivo che richiedeva una filiera in grado di garantire piena tracciabilità e responsabilità in ogni fase produttiva, dalla fibra al capo finito. Per l’ONU, il progetto dimostra come la collaborazione tra soggetti diversi possa tradurre principi condivisi in risultati tangibili, secondo una logica di rete che è alla base della stessa esperienza Slow Fiber.

La collezione è firmata dal designer Tiziano Guardini, con la guida di Cittadellarte Fashion B.E.S.T., e si ispira al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, l’equilibrio tra natura, società e innovazione. La filiera è stata coordinata da MagnoLab di Marco Bardelle, vicepresidente di Slow Fiber. La giacca è in pura lana verde oliva, un colore che per l’ONU richiama la pace e la responsabilità sociale, e foderata in blu ONU. Sotto si porta un gilet in seta stampata.
Una filiera trasparente
Ogni fase della realizzazione delle divise è stata affidata a imprese appartenenti alla rete Slow Fiber, garantendo una filiera interamente tracciata e trasparente. Il filato in pura lana 100% è stato prodotto da Di.Vè, mentre la tessitura è stata curata da Achille Pinto. Le successive operazioni di tintura e finissaggio sono state affidate a Tintoria Finissaggio 2000, mentre il taglio e la confezione dei capi sono stati realizzati da Pattern. Le fodere, infine, sono state sviluppate da Tintoria Stamperia di Lambrugo, completando un progetto che ha coinvolto competenze specializzate lungo l’intera catena produttiva.
Slow Fiber è un’associazione nata nel 2022 dall’incontro tra il movimento Slow Food e 16 aziende virtuose della filiera tessile italiana, unite dalla volontà di applicare al tessile i valori fondanti di Slow Food – buono, sano, pulito e giusto – arricchiti dal principio di durabilità.
Oggi la rete riunisce 46 imprese della moda e dell’arredamento impegnate a costruire un futuro diverso dall’attuale iperproduzione, iperconsumismo spreco, restituendo centralità al lavoro, all’ambiente e alla qualità lungo tutte le fasi del processo produttivo.
Parleremo di Slow Fiber anche nel numero di Technofashion di dicembre.




