di avv. Gianluigi Fioriglio e dott. Luigi Dinella
*Studio Legale Associato Fioriglio-Croari www.fclex.it

Come funziona il recesso in caso di acquisto online? Nel caso di acquisti conclusi a distanza (e-commerce) è sempre riservato un trattamento di favore al consumatore, al quale è riconosciuta la possibilità, ad eccezione dei casi specifici elencati all’art. 59 del Codice del Consumo, di rivalutare la propria scelta dopo aver preso contatto diretto con il bene.

In altri termini, poiché il bene acquistato non è direttamente nella disponibilità del consumatore al momento del pagamento, gli viene consentito di verificare previamente, una volta ricevuto il bene, se questo corrisponda o meno alle sue aspettative per caratteristiche e qualità.

Il consumatore, dunque, ha la possibilità di sciogliere, nei modi e nei termini previsti dalla legge, il vincolo contrattuale stipulato col professionista in un secondo momento tramite una semplice comunicazione ed il venditore è obbligato a rimborsare quanto versato per l’acquisto. Una precisa esclusione di tale possibilità è, però, prevista con riferimento ai beni personalizzati secondo le richieste del consumatore, quali i capi d’abbigliamento confezionati su misura: questi, infatti, una volta realizzati, non possono essere reintrodotti sul mercato alla luce delle caratteristiche adatte esclusivamente allo specifico consumatore.

Una sentenza della Corte di Cassazione, tuttavia, ha identificato una specifica ipotesi in cui vi è la possibilità di restituzione anche di tali beni.

Le modalità per esercitare il recesso

Secondo quanto stabilito dal Codice del Consumo, il venditore deve, non solo, informare il consumatore della possibilità di esercitare il diritto di recesso, ma ha anche l’onere di mettergli a disposizione una chiara e concreta procedura (predisponendo un apposito modulo da compilare) per esercitare tale diritto senza incorrere in problematiche di alcun tipo (art. 49). Qualora il venditore non si attenga a tali obblighi, il periodo di recesso sarà esteso anche ai 12 mesi successivi (art. 53).

Il consumatore, dal canto suo, ha 14 giorni (entro i quali deve informare il professionista della sua volontà di recedere ed inviare l’apposito modulo) per recedere dall’acquisto senza che gli sia richiesta alcuna motivazione: ciò è giustificato dal fatto che quest’ultimo prima di ricevere il bene non entra in alcun modo in contatto diretto con lo stesso e, dunque, può analizzarne qualità e caratteristiche solo dopo esserne venuto in contatto.

Il venditore, entro 14 giorni da quando viene a conoscenza della volontà del consumatore di recedere dal contratto, ha l’obbligo di rimborsare (con le stesse modalità con cui è avvenuto il pagamento) le somme versate dal consumatore. Il venditore, però, in base a quanto previsto dall’articolo 52 del Cod. Cons., può attendere, finché il consumatore non dimostri di aver rispedito il bene.

Sul consumatore grava l’obbligo di spedire il bene ricevuto entro 14 giorni dalla comunicazione della volontà di recedere, facendosi carico delle spese di spedizione, a meno che il venditore non abbia espressamente posto tali spese a proprio carico.

Il rivenditore, infine, una volta ricevuto il bene, può verificarne l’integrità e le eventuali diminuzioni di valore determinate dal consumatore, che sarà eventualmente tenuto a risponderne.

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Continua a leggere a pag. 76 di Technofashion – Ottobre 2017

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