A prima vista sembra un normale jeans. In realtà, sotto l’aspetto tradizionale del denim si nasconde una tecnologia sviluppata per offrire un livello di protezione dall’abrasione che raggiunge i 90 km/h. È questa la promessa della nuova generazione di tessuti Armalith, protagonista anche del documentario “Iron Horse Nomad Trails”, che segue il tour leader Johann Rousselot attraverso 1.805 chilometri di piste e paesaggi estremi del Kirghizistan.
Un denim tecnico pensato per la strada
Negli ultimi anni il mercato dell’abbigliamento motociclistico ha cercato di conciliare due esigenze apparentemente opposte: sicurezza e comfort. Se in passato la protezione era affidata soprattutto a capi pesanti e multistrato, oggi la ricerca punta a materiali sempre più performanti ma indistinguibili dall’abbigliamento quotidiano.
È in questo contesto che si inserisce il nuovo denim Armalith, realizzato combinando cotone e una fibra di polietilene ad altissimo peso molecolare. Il risultato è un tessuto che mantiene l’estetica e la vestibilità del jeans tradizionale, ma offre una resistenza all’abrasione significativamente superiore.
Rispetto alle versioni precedenti, il nuovo materiale è stato alleggerito, passando da 480 a 430 g/m², migliorando così traspirabilità, elasticità e comfort. Inoltre, non richiede l’impiego di fodere in aramide, spesso utilizzate nei jeans da moto per incrementare la protezione.
Perché 90 km/h fanno la differenza
Nel settore dell’abbigliamento motociclistico la certificazione europea EN 17092 classifica i capi in diverse categorie di protezione. La classe AA, una delle più diffuse sul mercato, copre un ampio intervallo di velocità di caduta compreso tra 70 e 119 km/h.

Tuttavia, ottenere la certificazione non significa necessariamente essere progettati per resistere alle velocità più elevate previste dalla norma. Molti capi sono infatti sviluppati per superare la soglia minima richiesta.
Secondo Armalith, il nuovo tessuto è stato invece progettato per garantire un livello di protezione definito “Fast Road”, equivalente a una velocità di caduta di 90 km/h. Un dato significativo se si considera che a questa velocità l’energia da assorbire durante una scivolata è circa il 65% superiore rispetto a una caduta a 70 km/h.
Test di laboratorio e prove reali
Le prestazioni del materiale vengono validate attraverso diversi protocolli di prova. Oltre ai test previsti dalle norme europee EN 17092 (metodo Darmstadt) ed EN 13595-2 (metodo Cambridge), Armalith dichiara di sottoporre i propri jeans anche a verifiche dinamiche su pista.
In queste prove i capi, già certificati in laboratorio, vengono indossati da uno stuntman e trascinati a velocità costante su un circuito, con l’obiettivo di confrontare i risultati reali con quelli ottenuti nei test standardizzati.
La nuova generazione di denim raggiunge una distanza di scivolamento certificata di 20 metri, valore associato alla resistenza a una caduta a 90 km/h.
Dalle vie della Seta ai percorsi del Kirghizistan
La filiera produttiva del tessuto affonda le radici in una delle aree storicamente più legate alla lavorazione del cotone. La produzione coinvolge infatti il Punjab pakistano per la tessitura del denim e Sialkot per il confezionamento dei capi.

Non si tratta di una scelta casuale. Il Pakistan è oggi uno dei principali poli mondiali del denim e vanta una lunga tradizione sia nella lavorazione del cotone sia nella produzione di equipaggiamenti tecnici per motociclisti, inclusi guanti e capi in pelle.
Il legame simbolico tra questa tradizione manifatturiera e il mondo dell’avventura emerge nel documentario “Iron Horse Nomad Trails”, dove il jeans realizzato con il nuovo Armalith accompagna Johann Rousselot lungo un percorso che attraversa piste sterrate, guadi, altipiani e passi montani fino a quasi 4.000 metri di quota.




