Il 13 settembre, nell’ambito di Milano Fashion&Jewels, la manifestazione internazionale B2B dedicata ad accessori, gioielleria e abbigliamento in programma a Fiera Milano Rho dal 12 al 14 settembre, si è svolto il panel “Integrazione scuola-impresa, asse strategico per il futuro del settore manifatturiero e creativo italiano”, promosso da CNA Federmoda.
Moderato da Caterina Mazzei, esperta di sostenibilità ed economia circolare di CNA Federmoda, il panel ha messo in dialogo due autorevoli rappresentanti del mondo della moda: Beppe Pisani, presidente nazionale CNA Filiera Moda e fondatore di Serikos, e Matteo Secoli, CEO e presidente dell’Istituto Secoli, oltre che presidente di Piattaforma Sistema Formativo Moda, network che aggrega le principali realtà formative italiane del comparto.
Un settore alla ricerca di competenze
Pisani ha delineato un quadro tutt’altro che semplice, caratterizzato da un diffuso clima di difficoltà che inevitabilmente si riflette anche sulle imprese del comparto. Gli artigiani, ha osservato, operano spesso in una dimensione separata pur essendo parte integrante delle filiere dei grandi brand. Alla base del prodotto vi sono competenze, esperienza e un patrimonio di saperi che devono essere trasmessi alle nuove generazioni, ed è proprio sul fronte del ricambio generazionale che emergono le maggiori criticità.
Secondo Pisani, i giovani non hanno smarrito la sensibilità e la vocazione artigianale, ma sono chiamati a reinterpretarle attraverso innovazione, tecnologie digitali, nuovi macchinari e approcci contemporanei, senza compromettere l’autenticità del prodotto. Da qui l’esigenza di rafforzare il legame tra impresa, artigianato e scuola: un’alleanza strategica che, oltre a fornire competenze, deve accompagnare i ragazzi verso una conoscenza concreta del mondo del lavoro.
Una questione demografica
Secoli ha proposto una lettura di lungo periodo del fenomeno, ricordando come il tema della carenza di giovani nel settore fosse già presente negli anni Cinquanta, come testimoniano gli atti costitutivi di alcuni istituti di formazione che conserva personalmente. La questione del ricambio generazionale, dagli stagisti ai tradizionali garzoni di bottega, ha accompagnato da sempre il mondo della moda e dell’artigianato, così come la necessità di attrarre persone capaci di appassionarsi al prodotto e all’identità dell’impresa. Un contesto impegnativo ma ricco di valore, nel quale il sapere si costruisce attraverso esperienza, manualità, pazienza e anche attraverso gli errori.
Secoli ha quindi ampliato la riflessione sottolineando come il cambiamento non riguardi tanto i giovani quanto il contesto demografico: in una società che non cresce più come in passato, il numero delle nuove generazioni si riduce progressivamente. Una sfida cruciale, che può però trasformarsi in un’opportunità, poiché le aziende mostrano oggi una maggiore disponibilità a investire sui giovani e a costruire con loro percorsi professionali di lungo periodo. Come ha evidenziato lo stesso Secoli, nelle economie avanzate la vera questione di fondo è rappresentata proprio dalla dinamica demografica.
Formazione e talenti: i progetti che avvicinano scuola e impresa
Pisani ha ricordato l’impegno di CNA Federmoda nel rafforzare il legame tra formazione e impresa, attraverso iniziative come il concorso nazionale della moda, giunto alla 37ª edizione, e le collaborazioni con manifestazioni quali Fiera Milano e Maredamare. Ha inoltre sottolineato le difficoltà del comparto, che soffre una forte carenza di personale qualificato. Per questo l’associazione, insieme alle aziende associate, offre ai giovani opportunità concrete di apprendimento e inserimento nel mondo del lavoro. Un percorso che, secondo Pisani, richiede passione, voglia di imparare e soprattutto umiltà.
Secoli ha presentato Fashion Graduate Italia, l’evento promosso da Piattaforma Sistema Formativo Moda dedicato ai neolaureati e alle scuole associate. Ha definito l’iniziativa una rete di collaborazioni che coinvolge anche CNA Federmoda: durante la manifestazione, gli studenti raccontano le professioni della moda visitando le aziende artigiane e confrontandosi con chi vi lavora. Un percorso che avvicina i giovani alla realtà del settore, coniugando formazione pratica, opportunità professionali e passione.




