Botteghe Digitali 2017, si parte

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha trasformato quattro aziende artigiane selezionate, Lefrac, Occhialeria Artigiana, Sartoria Concolato e Studio Cassio, in imprese digitali con un percorso di affiancamento da parte di coach e specialist, il progetto riparte nel 2017 con grandi novità.

L’iniziativa, nata nel 2016, è stata ideata da Banca Ifis Impresa con la supervisione scientifica di Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Giorgio Soffiato, CEO dell’agenzia Marketing Arena.

L’obiettivo è molto chiaro: aiutare le imprese artigiane italiane ad affrontare la rivoluzione tecnologica e digitale in atto, attraverso un percorso personalizzato con consigli pratici e azioni da implementare per sviluppare potenzialità e crescere.

Le novità dell’edizione 2017

La prima importante novità è che le aziende coinvolte sono 11, dopo una selezione di 300 candidature. Le realtà sono diversissime tra di loro per settori, geografia e storia. Attraverso la nuova piattaforma Web e gli altri social dedicati è facile seguire il processo delle imprese.

Una Web serie Botteghe Digitali #2 con la regia di Cristina Redini documenta i vari momenti. Abbiamo conosciuto i protagonisti nella conferenza stampa ed era bellissimo vedere un mix tra giovani start upper e imprese familiari già con una lunga storia, che prendevano nuova energia dal cambio generazionale.

I settori spaziano dal food al design, passando per il tessile e i complementi d’arredo. Durante la conferenza stampa abbiamo potuto conoscere i protagonisti le persone che stanno dietro le imprese, anche con i loro prodotti. Storie diverse e affascinanti, per cui immaginiamo sia stato davvero difficile scegliere.

Due Botteghe Digitali nel dettaglio

Due delle imprese selezionate per Botteghe Digitali 2017 appartengono al settore dell’abbigliamento.

Sartoria G. Inglese

La Sartoria G. Inglese nasce nel 1955 a Ginosa in Puglia è un’impresa familiare, il cui punto di forza è il su misura e in particolare la camicia. Lavorazioni di alta sartoria e una grande cura del dettaglio, deliziosi i loro fiori da occhiello. Nelle camicie l’orlino del fondo è eseguito a mano con il punto foulard, ma tutti i dettagli rappresentano la loro grande tradizione. Sartoria G. Inglese ha già un e-commerce e un progetto chiamato “draw yours” per la personalizzazione a distanza di alcuni capi e accessori, ma siamo certi che dopo il percorso di Botteghe Digitali sarà in grado di raggiungere ancora altri mercati.

Lydda Wear

A Padova troviamo Lydda Wear, rappresentata da Pier Giorgio Silvestrin, la mission è chiara e nasce da una storia familiare: produrre una collezione moda per persone con disabilità.

In origine dal 1973 era un laboratorio che confezionava abbigliamento per conto terzi, ma con il ricambio generazionale Pier Giorgio decide di produrre su scala industriale; la prima collezione risale al 1993, gli abiti che i genitori realizzavano per il fratello paraplegico. I jeans sono il prodotto di punta di Lydda Wear. Esteticamente non si distinguono da un pantalone normale, ma i dettagli seguono tutte le necessità di uso e vestibilità per una persona con mobilità ridotta. Lydda Wear ha moltissimi prodotti pensati per chi ha una vita diversa, il tema è attuale, sociale e ha un grande futuro. La sfida per loro è comunicarlo al meglio in modo “digitale”.

Continua a leggere a pag. 74 di Technofashion – Giugno 2017

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