Industria della moda 4.0

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Un’immagine tratta dal sito di Patrick Tresset, artista londinese che lavora mediante robot

La definizione Industria 4.0 è entrata ormai nel linguaggio di quanti si occupano di sviluppo industriale come applicazione del più ampio concetto di economia 4.0 a contesti produttivi. Secondo McKinsey la nuova fase vedrà il prevalere delle tecnologie digitali lungo quattro direttrici di sviluppo: 1 – Utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività. Si declina in big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione. 2 – Analytics: capacità di trarre valore dai dati raccolti. Entrano in questo capitolo le macchine che imparano (machine learning) perfezionando la loro resa in funzione dei dati via via raccolti e analizzati. 3 – Interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch” e realtà aumentata. 4 – Passaggio dal digitale al “reale” mediante la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni.  AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale) nella 9ª edizione del rapporto sulle innovazioni del prossimo futuro ha indicato per il comparto manifatturiero 11 blocchi di Tecnologie[1]. Eccoli in sintesi: Macchine e sistemi di produzione intelligenti eco-sostenibili sviluppati secondo il paradigma della Smart-Factory /Ind. 4.0. Nuovi strumenti ad alto contenuto di conoscenza per la progettazione, simulazione e messa in produzione di prodotti avanzati. Strumenti CAD CAM. Metodi e standard per l’automazione e integrazione di sistemi produttivi complessi in grado di gestire produzioni on demand e just in time. Metodi e tecnologie ICT basate su internet per l’integrazione in tempo reale degli attori della filiera dal retail, ai produttori, ai fornitori. Tecnologie per il controllo, il monitoraggio, la supervisione, la diagnosi e la manutenzione per aumentare il ciclo di vita e l’efficienza dei sistemi di produzione. Tecniche e soluzioni software per la pianificazione in tempo reali della produzione e della logistica. Sensori e componenti meccatronici ad alte prestazioni per migliorare efficienza e qualità della produzione e dei prodotti finali. Nuove configurazioni di macchine e sistemi eco-sostenibili per ottimizzare l’efficienza energetica e l’impatto ambientale dei sistemi di produzione.Nuove tecnologie di processo eco-sostenibili per ridurre consumi ed emissioni. Stampa 3D.

Viene da chiedersi quanto siano pronte le imprese del tessile e della moda ad avvalersi di questo trend e delle soluzioni tecnologiche che trascina. La necessità di potenziare l’efficienza produttiva di macchine e impianti con i nuovi sistemi digitali (Internet of Things) inizia ad affacciarsi anche nelle fabbriche del comparto impegnate a gestire un numero crescente di variabili relative a composizione merceologica e struttura dei materiali in lavorazione, condizioni di lavorazione difficilmente standardizzabili, frammentazione e delocalizzazione dei processi produttivi. L’integrazione delle singole macchine e lavorazioni in ambienti smart caratterizzati da integrazioni progettazione-produzione-logistica rappresenta un potenziale di crescita ancora non sufficientemente esplorato. Più consolidata l’innovazione relativa alle attività progettuali essendo CAD e strumenti di simulazione e prototipazione ampiamente diffusi nell’industria tessile e della moda anche se solo in alcuni casi l’approccio contempla l’analisi del ciclo di vita del prodotto in grado di potenziare l’attività creativa con valutazioni di sostenibilità economica e ambientali del prototipo. Ancora più ambizioso l’obiettivo di collegare soggetti diversi ma interattivi della filiera –fornitori, produttori, distributori, clienti- con soluzioni che consentano innanzi tutto di tracciare i vari passaggi produttivi e i fattori che li determinano e quindi di prevedere e gestire le variabili e le eventuali criticità. È ancora una volta la piccola dimensione delle imprese a limitare l’adozione di sistemi avanzati di efficientamento produttivo. Un limite che può essere affrontato mediante organizzazione di connessioni di rete non solo tra i soggetti tradizionali attivi all’interno della filiera nella consolidata relazione cliente-fornitore ma in sinergia con i nuovi soggetti nati intorno all’economia digitale. Secondo il Mise si tratta di un universo dinamico che raggruppa 5.439 start-up innovative in crescita del 5,8% sul 2015[2] che coinvolgono 21.118 soci a cui si aggiungono oltre 6.500 addetti, imprese la cui missione si concretizza nel fornire servizi in particolare attraverso la produzione di software e consulenza informatica oltre ad attività di R&S.[3] Non è difficile immaginare come un’alleanza tra impresa manifatturiera e impresa digitale possa potenziare la capacità di fare business di entrambe.

 

[1] Airi, Le innovazioni del prossimo futuro. Tecnologie prioritarie per l’industria, Agra editore, Roma, 2016, da pag. 713

[2] Dati relativi al primo trimestre 2016

[3] http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/2034496-online-il-rapporto-trimestrale-sulle-startup-per-il-1-trimestre-2016

Fonte: www.sustainability-lab.net/it/profiles/aurora-magni.aspx

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1 commento a questo articoloInvia il tuo
  1. Articolo molto interessante! Ormai il digitale dovrebbe far parte di qualsiasi azienda!

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