Tessitura Innocenti e Nesi

Una crescita costante e organizzata

La Tessitura Innocenti e Nesi, nata oltre 40 anni fa come terzista, ha raggiunto oggi una dimensione industriale con una produzione media giornaliera tra i 20 e i 22mila metri

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Con 90 telai, circa 32 dipendenti, la Tessitura Innocenti e Nesi lavora tutti i tipi di filato, le fibre naturali, quelle artificiali e sintetiche, i filati elasticizzati e fermi

È stato durante il processo di deverticalizzazione degli anni ‘70, che ha caratterizzato gran parte dell’industria italiana, che Roberto Fossi e Franco Cecconi hanno fondato la Tessitura Innocenti e Nesi, impresa terzista che da oltre quarant’anni è un prezioso ingranaggio del distretto tessile di Prato, riuscendo a superare varie crisi e ad adeguarsi alle nuove richieste che il mercato globale impone. I cambiamenti degli ultimi decenni, tra cui la crescente capacità di imprese trans-nazionali di gestire catene del valore su scala globale e la sempre maggior forza sul mercato mondiale di concorrenti a bassi costi di produzione, portano sempre di più le imprese del made in Italy a fare squadra per combattere le nuove sfide. In quest’ottica le imprese terziste diventano tassello fondamentale della filiera, in grado di garantire flessibilità, professionalità e cooperazione.

«Nonostante ridimensionamenti e grandi cambiamenti subiti dai distretti industriali in questi ultimi anni, il modello è ancora capace di generare competitività» spiega Roberto Fossi «perché la pluralità di aziende che formano la catena produttiva all’interno dei distretti tende a creare delle relazioni durature che vanno oltre l’idea tradizionale del rapporto fornitore-cliente, si può parlare in realtà di partnership, di reciproca disponibilità e collaborazione ad affrontare insieme le sfide. Ecco, è proprio questo, insieme allo storico know-how, a creare meccanismi efficienti, creativi e innovativi».

L’aiuto della tecnologia

La Tessitura Innocenti e Nesi, pur mantenendo i valori di fondo del carattere familiare della proprietà, negli anni ha assunto progressivamente una dimensione industriale con logiche organizzative e gestionali non personalistiche. L’azienda si sviluppa su una superficie complessiva di circa 5.500 m2, è divisa in due sedi, di cui una con un impianto fotovoltaico di potenza di 197 kW. Con 90 telai, circa 32 dipendenti e una produzione media giornaliera che oscilla tra i 20 e i 22mila metri, la tessitura fattura circa 5 milioni di euro annui. L’impianto è in grado di lavorare tutti i tipi di filato, le fibre naturali, quelle artificiali e sintetiche, i filati elasticizzati e fermi.

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La professionalità dei dipendenti diventa imprescindibile condizione per mantenere alto il livello di competitività degli agglomerati manifatturieri

Sicuramente uno dei punti di forza della Tessitura Innocenti e Nesi è la dimensione produttiva, più elevata rispetto alla media del distretto e che permette di soddisfare anche commesse di dimensioni molto rilevanti, oltre che di rispondere agli ordinativi, in caso di necessità, in tempi molto brevi.

«Nell’ambito del distretto pratese apparteniamo al 5,8% delle tessiture conto terzi con un fatturato maggiore di 1 milione di euro – racconta Fossi – grazie al quale riusciamo ad avere una buona propensione agli investimenti e all’innovazione, con un’attenzione al rinnovo del parco macchine e a continui investimenti nell’informatizzazione e nei controlli. Da quest’ultimo punto di vista, abbiamo intrapreso un percorso di controllo dei processi che ci ha portato all’acquisizione della certificazione ISO 9001: questa è stata la nostra riposta all’innalzamento delle esigenze dei clienti non soltanto rispetto alla qualità del prodotto, ma anche sugli aspetti logistici e dei servizi accessori, e la gestione di commesse frammentate che richiedono all’azienda maggior lavoro e ovviamente sforzi organizzativi sempre più rilevanti».

Nel percorso di miglioramento della qualità, l’azienda ha lavorato anche all’implementazione del sistema ERP per l’integrazione, il monitoraggio e la pianificazione dell’intero ciclo produttivo attraverso il cablaggio del parco macchine e l’integrazione con il sistema gestionale e con il reparto controllo qualità. Con questo processo di informatizzazione l’azienda ha voluto raggiungere un miglioramento dell’organizzazione, una riduzione del lead time, l’abbattimento dei costi e il miglioramento della produzione come qualità del prodotto ma soprattutto come tempi di consegna, flessibilità e servizi aggiuntivi per i clienti, come per esempio la possibilità di ordire, imbozzimare, rammendare e fare magazzinaggio filati per i coloro che lo richiedono.

Formare manodopera specializzata

Il problema della manodopera è forse il nodo più grande che devono superare i distretti, perché la professionalità dei dipendenti diventa imprescindibile condizione per mantenere alto il livello di competitività degli agglomerati manifatturieri.

La competenza organizzativa e gestionale dell’attività produttiva delle aziende conto terzi diventa ancora più rilevante: queste aziende negli anni hanno acquisito consapevolezza dell’importanza del loro ruolo che garantisce la competitività necessaria a quei distretti che rappresentano il made in Italy e che, pur tra le difficoltà, reagiscono con professionalità e adattabilità alle richieste di un mercato in rapido mutamento.

da Technofashion, giugno 2017, pag. 42

 

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