Stampa digitale: il futuro è qui?

Responsabile della programmazione stampa della Canepa, esperto di stampa su tessuto, ha un’ampia visione delle problematiche della stampa digitale sin dalla preparazione dei disegni (sia per la stampa tradizionale che inkjet)

Testo raccolto da Moreno Soppelsa (Technofashion, febbraio 2012)

La tecnologia di stampa digitale a getto d’inchiostro è stata determinante per aiutare il settore tessile a contrastare le difficoltà congiunturali che hanno contraddistinto gli ultimi anni. In presenza di una generale contrazione dei metri lavorati e di un mercato che richiede alle aziende di essere sempre più flessibili e pronte a rispondere alle sollecitazioni esterne, la stampa digitale si è rivelata lo strumento giusto, arrivato nel momento più opportuno. Sin dai suoi esordi, una quindicina d’anni fa, ha iniziato a rivelare il suo potenziale soprattutto per quanto riguarda la possibilità di ottenere il prodotto finale in tempi velocissimi, impensabili per la stampa tradizionale. Nel tempo la qualità e la produttività delle macchine da stampa digitali a getto d’inchiostro è andata via via migliorando. Se i primi modelli erano adatti soprattutto per le campionature, oggi vi sono macchine che possono essere impiegate agevolmente per produzioni di migliaia di metri. Disponiamo di stampanti che possono produrre anche oltre 200 metri all’ora, anche se di volta in volta bisogna cercare il giusto compromesso tra la velocità di produzione e la qualità che si vuole ottenere. Che oggi ritengo essere decisamente buona. Non a caso stampiamo ogni genere di tessuto per abbigliamento, arredamento, accessorio e anche tessuti tecnici e per abbigliamento mare, che devono avere una solidità particolare per resistere a luce e acqua, con colori brillanti e pieni. Il digitale oggi soddisfa queste esigenze, così come le stampanti dell’ultima generazione, abbinate ai giusti consumabili, riescono a risolvere in parte anche il problema del passaggio del colore sul rovescio che era stato uno dei primi problemi da affrontare con questa tecnologia.

I pregi del digitale oggi si possono riassumere nella qualità elevatissima delle immagini stampate e nella velocità di esecuzione che permette di ottenere il prodotto finito in tempi brevissimi, mentre credo che la mancanza principale di questa tecnologia allo stato attuale possa essere individuata nell’impossibilità di effettuare stampe con l’utilizzo di prodotti particolari, come lacche o colori fluorescenti. Anche le teste di stampa dell’ultima generazione purtroppo non riescono a gestire o a essere del tutto affidabili per determinati tipi di coloranti e pigmenti che consentono alle lavorazioni tradizionali di avere una marcia in più sotto questo punto di vista. Ed è per questo che sarebbe auspicabile che i produttori di macchine digitali, oltre a ricercare performance degne di un Gran Premio F1, iniziassero a implementare le linee colore aggiungendo canali per l’impiego, in aggiunta ai classici 8 colori, di pigmenti colori flou ed altri prodotti che darebbero un ulteriore impulso alla stampa inkjet.

Credo che arriveremo in breve a raggiungere anche questo traguardo tecnologico, perché la diffusione del digitale nel nostro comparto è stata veloce e inarrestabile. Inizialmente gli operatori hanno guardato con un certo scetticismo il getto di inchiostro, ma c’è voluto pochissimo tempo affinché si rendessero conto che i vantaggi erano superiori agli svantaggi. Fino ad arrivare a preferire la stampa digitale anche per lotti di dimensioni tali da renderla antieconomica rispetto a quella tradizionale, solo per essere certi che il risultato finale sia identico a quello della campionatura fatta in digitale e tanto piaciuta.

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