sfilata Benedetta Tenan
Un capo della capsule collection "The elephant and the snake" by Benedetta Tenan

Nel corso della seconda edizione di Fashion Graduate Italia, dal 26 al 29 ottobre presso il BASE Milano in zona Tortona, l’Istituto Secoli ha riconfermato la sua presenza con due iniziative.

La prima è stata il workshop Processi di progettazione dell’ufficio modelli”, che ha registrato il tutto esaurito, durante il quale uno stilista e un modellista hanno mostrato ai partecipanti le fasi di progettazione di un capo e come si realizza una collezione moda.

Designer to Watch - Istituto Secoli
Le designer (in ordine alfabetico): Sofia Confortola, Wen Deng, Enrica De Santis, Giulia Martera, Sara Mattelloni, Elena Pasqualin, Benedetta Tenan

Come seconda proposta, la scuola di moda ha organizzato una sfilata il 29 ottobre, a conclusione dei quattro giorni di Fashion Graduate Italia. Di fronte a un numeroso pubblico composto da addetti del settore, stampa e studenti, hanno sfilato le capsule collection realizzate dai Designer to Watch, sette dei migliori talenti dell’Istituto Secoli. Ciascuna collezione è frutto di progettazione, studio e interpretazione artistica di diversi temi.

L’Istituto Secoli è un punto di riferimento per la progettazione del prêt-à-porter in Italia, dal figurino al modello base, dalla prototipia al campionario e allo sviluppo taglie. La loro proposta formativa unisce competenze specifiche e conoscenze trasversali, insegnando come tradurre l’idea stilistica in un prodotto perfettamente concepito e realizzato. Senza trascurare i processi e le tecniche della moderna industria dell’abbigliamento, affinché la creazione possa misurarsi con la concretezza della tecnologia e dei mercati.

Le capsule collection della sfilata

sfilata Giulia Martera
“Gentrification Loading” by Giulia Martera

Giulia Martera (Milano, 1996) presenta Gentrification Loading, una collezione urban che riflette sulla riqualificazione di quartieri e centri urbani. L’ispirazione viene da oltre oceano, nata durante uno dei suoi viaggi a New York. I capi sono rivisitazioni contamporanee delle tute da lavoro degli operai edili; i toni neutri di blu e grigi sono accostati a rossi e arancioni fluo delle insegne stradali.

 

 

sfilata Benedetta Tenan
“The elephant and the snake” by Benedetta Tenan

Benedetta Tenan (Verona, 1996) ha portato in scena The elephant and the snake,  collezione che trae spunto da un paragrafo de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry: un monito agli adulti per ricordare loro di non perdere il “filtro bambino” e un invito a non nascondere le proprie imperfezioni, perché sono proprio queste a definirci e renderci unici. Plastiche, condom all over, tappezzerie assemblate come object trouvé, colore e capi destrutturati e over-size definiscono il suo stile. Tenan si è distinta con questa collezione durante l’ultima edizione di Mittelmoda, ottenendo una menzione speciale.

 

sfilata Sara Matteloni
“Memento” by Sara Matteloni

Sara Mattelloni (Palmanova UD, 1996) firma la collezione Memento in cui protagoniste sono vecchie foto della sua famiglia; gli abiti si trasformano in album di ricordi su denim blu dal gusto street. Matteloni ha realizzato personalmente tutte le stampe riprendendo l’antica tecnica della cianografia, processo grafico usato specialmente per la riproduzione di disegni tecnici tracciati su carta lucida. I tessuti sono naturali: cotone grezzo, seta e organza.

 

 

sfilata Sofia Confortola
“What’s fashion for you?” by Sofia Confortola

Sofia Confortola (Sondalo-Bormio, 1996) con What’s fashion for you? si interroga sul significato della moda contro tutti i diktat. Outfit contemporanei mescolano tricot jacquard dal gusto vintage a stampe microfloreali. Il risultato? Capi unisex, fuori taglia e richiami Seventies compongono un armadio virtuale dallo stile personale, che secondo la designer de prevalere sul bisogno di possedere un capo all’ultima moda, ma che non ci rappresenta.

 

sfilata Elena Pasqualin
“Perception” by Elena Pasqualin

Tutto è frutto di Perception per Elena Pasqualin (Padova, 1994); vediamo ciò che ci circonda in base ai nostri soggettivi filtri interpretativi. Importante è non fermarsi alle apparenze, dietro la cosa più semplice può celarsi grande studio e lavoro. I capi della collezione sono frutto di sovrapposizioni, l’abito cambia, si trasforma seguendo il corpo, conferendogli libertà di movimento. La palette si compone di bianco, nero, con tocchi di blu fiordaliso: pezzi basic si alternano a volumi ampi e ricercati.

 

 

sfilata Enrica De Santis
“Perturbartio delirae mentis” by Enrica De Santis

Il soggetto schizofrenico che giunge alla consapevolezza del suo stato disturbato è l’ispirazione della collezione Perturbartio delirae mentis, ideata da Enrica De Santis (Poggiardo LE, 1995). Tonalità dark e piene in cui, a dominare, sono i concetti di sovrapposizione e trasformazione dei capi. Il dettaglio è completamento dell’outfit, il delirio appare risanato dalla bellezza precaria espressa da ciascun capo. L’accessorio guanto, elemento ricorrente, simboleggia la richiesta di aiuto durante il percorso di guarigione. A ispirarla il mondo creativo della fotografa statunitense Francesca Woodman.

 

 

sfilata Wen Deng
“I’m red” by Wen Deng

A chiudere la sfilata con I’m Red la designer cinese Wen Deng (Cheng Du, 1994). Il colore rosso è rappresentato nella sua pienezza e totalità, vissuto e utilizzato come “non colore”. L’ispirazione proviene dalla natura, dalle sue forme e dai suoi elementi a tratti non definiti e indefinibili, come le cortecce rosse di alcune varietà di alberi o il rosso intenso del ferro ossidato del canyon; volumi e tessuti vaporosi si contrappongono ad accessori in pelle.

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