Mercato della piuma: le ragioni del cambiamento

Secondo quanto rilevato da Assopiuma, attualmente il mercato mondiale della piuma e piumino sta vivendo una complessa fase di cambiamento: se da una parte le economie emergenti determinano un continuo aumento di domanda di piumini, dall’altra l’offerta della materia prima è in costante diminuzione. Perché? Le ragioni alla base di questa situazione stanno nel fatto che le oche e le anatre vengono allevate esclusivamente per l’industria della carne, poiché l’industria della piuma utilizza soltanto i sottoprodotti.
A causa del cambiamento degli stili di vita in alcuni Paesi, le quantità di carne di oca e anatra destinate al consumo alimentare sono sempre inferiori, comportando per gli allevatori la riduzione dei propri profitti anche a causa dell’aumento dei costi di energia, dei costi del personale oltre che dei costi dei mangimi che di recente hanno raggiunto livelli elevatissimi (il costo del mais, a titolo d’esempio, è cresciuto più del 30%). Con la diminuzione della produzione cresce quindi la paura per la mancanza di merce e la preoccupazione di rimanere senza materia prima spinge gli acquirenti, soprattutto asiatici, ad acquistare più merce del proprio fabbisogno standard e sono disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di poterne disporre.

In questa situazione cresce la speculazione soprattutto da parte degli importatori cinesi e giapponesi. Il risultato di queste dinamiche è che il prezzo della piuma e del piumino, rimasto stabile per lungo tempo, oggi ha subito un’impennata.
L’Associazione Assopiuma sta monitorando con attenzione l’evolversi degli eventi che coinvolgono non solo il mercato italiano ma tutti i Paesi del mondo nella convinzione che la conoscenza e la consapevolezza delle motivazioni che stanno all’origine di questi fenomeni possano aiutare a compiere scelte e azioni in piena fiducia e collaborazione.
La qualità garantita dallo standard “Oro Assopiuma” ha premiato in questi anni. Questo è il motivo per il quale, malgrado gli aumenti, l’Associazione ha scelto di non modificare il proprio standard qualitativo nella consapevolezza che un abbassamento della qualità significherebbe perdere la credibilità sull’eccellenza del prodotto italiano che il mondo ha sempre riconosciuto.

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