Il nylon è una fibra sintetica inserita tra le 49 fibre indicate nella nuova direttiva UE. La prima fibra sintetica in nylon è stata realizzata negli USA dalla Dupont de Nemours e successivamente nel 1938 è stata immessa sul mercato.

Uno slogan commerciale del 1940 definiva il Nylon come una fibra “robusta come l’acciaio, sottile come una ragnatela, eppure più elastica di tutte le comuni fibre naturali”.

Si suddivide in due principali tipi secondo il polimero impiegato: il nylon 6,6 (ricavato dall’adipato di esametilendiammina costruito con due monomeri ognuno dei quali ha una ossatura di sei atomi di carbonio) e nylon 6 (ricavato dal cuprolattame con ossatura formata da sei atomi di carbonio). Esiste anche il nylon 11 ottenuto dall’olio di ricino.

La cifra che accompagna la parola si riferisce al numero di atomi di carbonio esistenti nella molecola.

Le poliammidiche sono delle fibre sintetiche ottenute per filatura di sostanze (polimeri) risultanti dalla reazione di un acido (acido adipico per esempio) su un prodotto chimico derivato dal petrolio (esametilendiammina ad esempio): i due monomeri che la compongono vengono combinati per sintesi tra loro e trasformati in una macromolecola allo stato di pastiglia.Queste pastiglie opportunamente trattate e fuse vengono estruse attraverso una filiera e solidificate, e le bavelle ottenute vengono stirate per ottenere filamenti da 1 a 17 dtex.

Nylon: processo di filatura

La trasformazione in fibra della sostanza macromolecolare ottenuta durante i processi di sintesi prevede una fase di fabbricazione dei chips (granuli di polimero). Essi vengono introdotti tramite valvole nel serbatoio sottostante nel cui fondo avviene la fusione sulla griglia riscaldata; i chips fusi si raccolgono nella parte conica inferiore del serbatoio e quindi vengono spinti per mezzo di una pompetta dosatrice alla filiera. All’uscita della filiera le bavelle solidificano per raffreddamento con un soffio di aria e vengono raccolte dopo un trattamento con antistatico su una bobina.

All’uscita della filiera, i filamenti raccolti su bobine non dispongono delle proprietà specifiche di una fibra tessile: la massa polimerica solidificata per raffreddamento è caratterizzata da un ammasso di catene molecolari disposte in modo disordinato che conferiscono ai materiali insufficienti proprietà fisico/meccaniche. É necessario pertanto orientare le catene nel senso dell’asse fibroso e incrementare la disposizione.

Caratteristiche del nylon

Il nylon ha diversi vantaggi, tra cui la resistente all’usura e alla trazione, la leggerezza e la resistenza agli agenti chimici. È ingualcibile e indeformabile, elastico e di facile manutenzione. Di contro, invece, non ha potere assorbente ed è relativamente freddo al tocco; è sensibile al calore e con poca resistenza allo snagging (fili tirati) per tessuti realizzati in filo continuo liscio (senza torsione).La leggerezza della fibra è conseguenza del suo basso peso specifico.

Manutenzione e tintura

Il nylon ha una buona resistenza meccanica sia a secco sia a umido, è resistente all’usura e alla deformazione e pertanto può essere lavato in lavatrice a temperatura media.
A causa della facilità di penetrazione profonda del pulviscolo (in quanto non è igroscopico e attira per elettricità il pulviscolo) e del grasso della nostra pelle sulle fibre, per lavarlo si devono utilizzare detersivi ricchi di tensioattivi non ionici. E poiché il filato da fiocco ha una bassa resistenza al pilling, per evitare la formazione di pills sulla superficie del tessuto o ridurre tale fenomeno, bisogna lavare con cautela e preferibilmente a mano o macchina con riduzione dell’agitazione meccanica.
Nel lavaggio i tessuti allestiti in nylon candido dovrebbero essere sempre separati da quelli colorati prima del lavaggio perché altrimenti il nylon candido assorbirà la tinta anche nella tonalità più chiara col risultato di assumere una colorazione grigio sporco, difficile da rimuovere. I capi vanno asciugati distesi e appesi per sgocciolamento in modo da favorire la completa rimozione delle particelle di sporco e consentire la massima libertà dalla gualcitura. Inoltre, il nylon resiste ai comuni solventi e pertanto può essere lavato a secco. Con appropriata attenzione i tessuti in nylon mantengono il loro candore e non abbisognano di alcuna sbianca: qualora il materiale dovesse ingiallire o diventare grigio, un normale candeggiante domestico (varechina) può essere tranquillamente usato. Le poliammidiche possono essere tinte con una vasta gamma di coloranti.

Eventuale stiratura

Per la sua buona resistenza all’usura e flessioni ripetute, resiste bene all’abrasione e non si gualcisce, e raramente è quindi necessario stirarlo. Eventualmente il ferro da stiro va comunque adoperato a bassa temperatura se non si vuole deformare il tessuto; per tali motivi è possibile stirarlo a temperatura non superiore a 120 °C, e quando il capo lo consente è possibile anche l’asciugamento in tumbler a bassa temperatura. É sensibile alla luce solare: ingiallisce e perde di elasticità. É inerte agli alcali, mentre è facilmente attaccato da acidi.

Difetti e problematiche più frequenti

Uno dei difetti più frequenti sui tessuti da circolare realizzati con filo continuo di poliestere testurizzato da solo o in combinazione con altri fili (viscosa, acetato, lycra ecc.) è rappresentato dalle barrature difficilmente riscontrabili (non visibili durante la tessitura ma osservabili su tessuto greggio giù da macchina sotto particolari angolazioni). La responsabilità delle barrature è quasi sempre attribuibile a una irregolarità del filato causata da disuniformità di condizioni nella operazione di testurizzazione o voluminizzazione del filato (temperature, tempi ecc.) o da disuniformità del contenuto degli appretti (oli ecc.). Variazioni delle condizioni di testurizzazione comportano irregolarità di volume del filato con diversa rifrazione della luce o addirittura modificazioni dell’affinità tintoriale. Il difetto si verifica anche su tessuti a maglia rasata da rettilinea imputabili sempre alle stesse cause. Vi è un altro difetto che si può verificare su capi da filo in poliammide durante l’uso e la manutenzione, in particolare su capi sportivi (magliette da giocatore, tute ecc.) a causa della formazione di un’eccessiva peluria delle zone sottoposte a sfregamento, detta “barba”: il difetto è causato da una bassa resistenza del tessuto allo “snagging”, ovvero la rottura dei filamenti costituenti il filo di nylon. Per maglie destinate a particolari sollecitazioni è bene che il numero dei filamenti contenuti nel filo non sia troppo elevato in rapporto al titolo. Il difetto si evidenzia su tessuti in filo liscio. Infine, bisogna ricordare la possibilità di fusione del nylon microbava a causa di uno stiro ad alta temperatura: lo stiro provoca la fusione del nylon e appena si indossa il capo il nylon fuso si rompe e si dà luogo a una lacerazione del tessuto.

Leggi l’articolo completo a pag. 38 di Technofashion – febbraio 2018

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