Mayiet e Botto Giuseppe: cashmere tra artigianato e sostenibilità

 

Botto_Giuseppe_FAIR_cashmereMaiyet contribuisce a sostenere con contributi tangibili gli allevatori di capre del deserto dei Gobi, terzo produttore al mondo della preziosa fibra. L’azienda Botto Giuseppe è stata scelta come privilegiato del progetto Fair cashmere promosso da Maiyet. “Abbiamo selezionato tra i tanti l’azienda Botto Giuseppe, alla 4 generazione, perché condivide con noi  i valori  di tradizione, innovazione e sostenibilità” afferma Kristy Caylor, Presidente di Maiyet, il brand moda lusso statunitense che propone rarità artigianali provenienti da paesi diversi.

​Il  biellese, ricco di acque a basso contenuto di sodio e​ minerali quindi leggere ​è l’ambiente perfetto per la creazione di un filato  soffice e forte al tempo stesso.

“Noi crediamo nel ruolo fondamentale che l’ambiente gioca nel processo artigianale e nei valori della sostenibilità. Per questo motivo abbiamo lavorato a fianco di Maiyet per circa un anno per garantire il supporto adeguato che è parte della nostra tradizione mettendo a disposizione il nostro saper trattare il filo, con cura e meticolosità” dice Silvio Botto Poala, AD dell’azienda​.

FAIR ha ottenuto la certificazione Cradle to Cradle  di livello Bronzo ed è in attesa del livello Gold. Cradle to Cradle  è un rigoroso sistema di certificazione per prodotti innovativi  nell’intera filiera e  utilizza i seguenti 5 criteri per valutarne il livello di sviluppo durevole: rifiuti, salute, consumo energetico, risorse idriche (intese come spreco e inquinamento delle acque), utilizzo delle risorse umane. FAIR è l’ unico filato di cachemire attualmente certificato secondo questi principi.

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