Lumen è il filato fotosensibile che interagisce con la luce solare e fa parte della collezione primavera-estate 2019 dell’azienda Lineapiù Italia. Presentato in anteprima a Pitti Filati, il salone di riferimento per gli addetti del settore di tutto il mondo, a Lumen basta un raggio di sole o una qualsiasi fonte di luce ultravioletta per cambiare colore.

Cosa è Lumen?

“Lumen” è una fettuccia di cotone spalmata di pigmenti fotosensibili che appaiono trasparenti alla luce artificiale, ma che, se esposti a fonti dirette di raggi ultravioletti, si attivano assumendo inedite sfumature cromatiche. La natura cangiante dell’articolo è il risultato di un procedimento innovativo per il settore dei filati per maglieria.

IL PIGMENTO

Il risultato del processo di spalmatura è un filato cangiante capace di cambiare colore in una scala di tonalità più calde o più fredde in base all’intensità della luce a cui viene esposto. L’effetto dell’esposizione piace ai designer perché permette di esplorare nuove possibilità creative introducendo nei loro capi colorazioni inedite ed esclusive. Le varianti, infatti, sono molteplici. In questa fase di ricerca e sviluppo, l’azienda ha utilizzato una pigmentazione color magenta, poiché, come sottolinea Cristiano Bartolini, responsabile del reparto di progettazione di Lineapiù Italia, «è un colore intenso, che si nota di più». «Sono possibili anche altre colorazioni, tra cui il giallo – dice – però, essendo una tonalità molto tenue, ha più difficoltà a evidenziarsi rispetto ai colori di base». Per quanto riguarda il cotone «siamo intervenuti sul filato con una colorazione leggera, che comprende una scala cromatica di tonalità chiare e pastello adeguate a sovrapporsi alla pigmentazione viola-magenta, perché in una tonalità più scura, come il blu ad esempio, non ci sarebbe abbastanza contrasto con il pigmento fotosensibile, di conseguenza non si noterebbe alcuna differenza al momento dell’esposizione del capo ai raggi ultravioletti». I tempi di reazione del filato fotosensibile sono molto brevi: «I pigmenti si attivano molto velocemente una volta entrati a contatto con i raggi UV così come tornano gradualmente al colore di base allontanandosi dalla sorgente di luce».

NO ALLE SOSTANZE TOSSICHE

C’è un’altra ragione che sta dietro la scelta di alcuni pigmenti invece di altri ed è di natura ecotossicologica. «Esistono infatti dei pigmenti ancora più forti di quelli che abbiamo impiegato, in grado si sovrapporsi anche a colorazioni più scure, ma che abbiamo scartato a priori, poiché contenenti sostanze tossiche non rispondenti ai requisiti di sostenibilità ambientale in cui crediamo – continua – tutti i pigmenti utilizzati nel processo di spalmatura soddisfano i requisiti del regolamento Reach sull’uso di sostanze chimiche pericolose nei processi industriali e i più alti standard mondiali in termini di sicurezza del prodotto».

ESTIVO E INVERNALE

A oggi i filati fotosensibili sono disponibili solo nell’estivo, ma la sperimentazione sta andando avanti e l’azienda è già pronta a esplorare nuove possibilità anche in vista della collezione invernale. «Si tratta di una ricerca mirata a ottenere il massimo effetto visibile possibile», afferma il responsabile del progetto. «Al momento abbiamo fatto delle prove solo sul cotone – dice – perché dovevamo presentare una collezione estiva e volevamo privilegiare quest’aspetto su una fibra naturale, che ci permettesse di avere un prodotto versatile per maglieria da esterno. Non abbiamo intenzione di fermarci qui e presto faremo delle prove anche su materiali invernali come la viscosa, ideale per i capispalla».

RICERCA E TECNOLOGIA

L’aspetto innovativo del progetto non è tanto nel pigmento fotosensibile, bensì nella sua applicazione sui filati e al mondo della maglieria. «Intervenendo sia sulla parte meccanica sia su quella chimica del procedimento, cioè sulla ricerca delle miscele e dei pigmenti giusti – spiega Bartolini – siamo riusciti a mettere a punto un processo tecnologico uniforme e potente come funzionamento». Lumen è al momento disponibile in 9 varianti,  ma ulteriori colorazioni di base sono allo studio del centro ricerche interno all’azienda che sottolinea: «La personalizzazione per il cliente è possibile in qualunque momento».

Leggi l’articolo completo su Technofashion – aprile 2018 – pag.28

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