Industria 4.0

La quarta rivoluzione industriale è qui. Texprocess 2017

Di industria 4.0 si sente ormai parlare ogni giorno ma sono ancora molti i dubbi su cosa significhi nel concreto e quali impatti possa avere per il tessile-abbigliamento

industria 4.0

Le tecnologie e i software per realizzare la cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” sono già disponibili sul mercato: certamente perfettibili, qualche volta addirittura pionieristiche, ma comunque a portata di mano. Quello che manca, forse, è la giusta comprensione da parte di aziende manifatturiere e della distribuzione del reale riscontro in termini di efficienza produttiva e quindi economica del nuovo paradigma industriale. Visto che gli investimenti sono importanti, è giusto che la valutazione venga fatta in maniera attenta e approfondita. Ma è altrettanto fondamentale approcciare questo tipo di innovazioni abbandonando i pregiudizi e abbracciando una visione olistica della catena produttiva. L’ultima edizione di Texprocess, la fiera biennale sulla lavorazione dei materiali tessili organizzata da Messe Frankfurt in contemporanea a Techtextil, ha cercato di rispondere alle molte domande circa la quarta rivoluzione industriale nel mondo del tessile-abbigliamento.

Un cliente sempre più esigente
Human Solutions Texprocess

Lo specchio virtuale, tra le soluzioni proposte dalla tedesca Human Solutions, connette virtualmente, in tempo reale, i prodotti e i clienti. In una catena di processo ottimale, il Bodyscanning è connesso in modo interattivo alla simulazione capi d’abbigliamento 3D e al software CAD

 

Partiamo dal punto finale: il cliente. Per l’abbigliamento (ma non solo) il consumatore tipo chiede sempre più spesso prodotti personalizzati, adatti alla propria taglia (i resi di capi acquistati on line si aggirano tra il 25 e il 40% spesso anche perché non adatti alla corporatura), con consegne veloci e un impatto ambientale via via meno invasivo e dannoso. Gli e-store non sono più solo i terminali di vendita che si affiancano o sostituiscono del tutto i negozi fisici, ma sono anche raccoglitori di dati su scelte e preferenze, permettendo alla produzione a monte di ottimizzare le lavorazioni (o l’ordinazione) di filati, tessuti e articoli di abbigliamento, in modo da ridurre gli stock di magazzino ed essere più pronti a soddisfare la domanda. Il gruppo tedesco Human Solutions, rappresentato in Italia da Sistemi Assyst, propone per esempio sistemi di scannerizzazione virtuale del corpo dei clienti per adattare al meglio le dimensioni degli abiti e fornire loro in tempo reale la visualizzazione del capo indossato sulla base delle loro caratteristiche e delle scelte stilistiche che hanno selezionato su di uno specchio virtuale, il cosiddetto Virtual Mirror. I dati vengono inoltre inviati ai designer responsabili delle collezioni, che ogni giorno hanno così a disposizione i dettagli delle preferenze dei clienti e possono utilizzarli per lo sviluppo successivo dei nuovi modelli. Per fare un esempio Creafit, dell’italiana Crea Solutions, automatizza la realizzazione di capi su misura ricevendo gli ordini e inviandoli in contemporanea all’area modelli, alla logistica, all’amministrazione e al reparto vendite.

Crea Texprocess

Creafit, dell’italiana Crea Solutions, automatizza la realizzazione di capi su misura ricevendo gli ordini e inviandoli in contemporanea all’area modelli, alla logistica, all’amministrazione e al reparto vendite

Tra reale e virtuale
Zund Texprocess

Zünd ha presentato il nuovo tavolo di taglio D3 con due testate che possono lavorare in contemporanea e aumentare così la produzione di ben il 70%

La produzione dei capi finiti, a sua volta, può essere ottimizzata grazie a sistemi di caricamento, tavoli di stesura e di taglio, cucitura e finitura sempre più veloci ed efficienti. L’azienda svizzera Zünd, per esempio, ha presentato in occasione di Texprocess il nuovo tavolo di taglio D3 con due testate che possono lavorare in contemporanea e aumentare così la produzione di ben il 70%. La bresciana IMA ha proposto la Syncro Cutting Room, un applicativo web based che controlla il funzionamento dell’intera linea di taglio da qualunque device e da qualunque luogo nel mondo che abbia un collegamento Internet. Mitsubishi Electric ha presentato a Texprocess le cucitrici dotate di software connesso a Internet che permette la raccolta e l’analisi dei dati sulle lavorazioni per permettere una gestione più oculata delle stesse e risparmi in termini di manutenzione e di controllo qualità. Le nuove stampanti digitali stanno rivoluzionando la preparazione dei capi grazie alla precisione della resa dei disegni originali, la velocità di realizzazione sempre più elevata e l’utilizzo di colori sempre più ecologici e sicuri per l’ambiente e i consumatori: la proposta di Efi Reggiani è un esempio tra i tanti di quanto sta accadendo nel settore.

Mitsubishi Texprocess

Mitsubishi Electric ha presentato le cucitrici dotate di software connesso a Internet

La modellizzazione in 3D sta riducendo i costi in modo drastico: la realizzazione dei campionari non passa più (o non più solo) per la tessitura o la stampa di pezze reali da inviare poi ai clienti; il tessuto progettato al computer, in cui ormai possono essere inserite migliaia di variabili relative alle caratteristiche delle fibre e a come vengono tessute e finite, può essere trattato direttamente sui manichini virtuali per valutarne la resa finale in base a modelli, colori, stili, design variabili a piacere. Anche la valorizzazione degli archivi di tessuti può avvenire in modo più veloce e immediato, tramite scanner specializzati che sono in grado di riprodurre le caratteristiche della pezza ad altissima risoluzione e trasporle sugli avatar che riproducono le fattezze femminili e maschili i quali, grazie ai dati che man mano provengono dai consumatori finali che immettono le loro misure reali, si avvicinano sempre di più alle dimensioni ottimali.

Catene produttive integrate digitalmente a Texprocess

La realtà virtuale permette riunioni di colleghi sparsi nei cinque continenti che si collegano attraverso visori e si ritrovano a controllare insieme in presenza i modelli della nuova collezione, in una sfilata tridimensionale in cui ci si può avvicinare fino quasi a toccare (virtualmente, certo) i tessuti e gli abiti, cambiando sul momento caratteristiche, colori, disegni e abbinamento dei capi.

Un esempio concreto di tutte queste applicazioni è stato realizzato a Texprocess con la Micro Digital Factory, che in uno spazio dedicato ha messo in linea progettazione e modellizzazione, tessitura, stampa, taglio, cucitura e finitura di capi di abbigliamento completamente connessi e gestiti digitalmente. L’area, che ha visto la collaborazione di moltissime aziende, ha registrato un grande successo in termini di visite e di interazioni proprio perché ha rappresentato quello che la VDMA, l’associazione tedesca che raggruppa le aziende di ingegneria meccanica, ha definito come il principale trend mondiale del tessile nelle sue svariate applicazioni (medicale, automotive, abbigliamento, ecc.): l’individualizzazione, ovvero catene produttive integrate digitalmente che permettono di ottenere prodotti mirati sulla base delle richieste dei clienti, capaci di grande flessibilità, dotati di altissimi livelli di automazione e di analisi dei dati, gestiti tramite cloud.

Insomma, la rivoluzione del tessile è, senza ormai più dubbi, già qui.

Implementare la realtà digitale
Al tema dell’innovazione e dei processi di trasformazione verso un nuovo livello di digitalizzazione, Gerber, azienda americana tra i leader mondiali Gerber Texprocessnelle soluzioni software e di automazione integrate per il tessile e l’abbigliamento, ha dedicato proprio una tavola rotonda all’avvio di Texprocess, intitolandola “Digitalization for fashion – hype or reality? Why it’s time to embrace your digital reality!”. Per discutere di questo tema, Gerber ha chiamato a raccolta la giornalista Leonie Barrie del portale just-style.com, il fondatore e CEO di Douëlou NV Michel Byvoet, il docente dell’università di Niederrhein Michael Ernst, che gestisce VirLab un laboratorio virtuale per la tecnologia 3D nell’abbigliamento, il vicepresidente della Softwear Automation Peter Santora e il general manager del reparto software di Gerber Karsten Newbury. Secondo Leonie Barrie le due tendenze principali oggi sono la digitalizzazione e il miglioramento del “time to market”. «I consumatori sono sempre più esigenti riguardo alla sostenibilità di un prodotto – ha spiegato – e vogliono essere informati sull’impronta ecologica di quanto acquistano. Da un lato c’è quindi un’esigenza di trasparenza che deve andare di pari passo con pratiche di riduzione dell’impatto ambientale, che gli strumenti digitali possono facilitare. Per le aziende la questione fondamentale, alla fine, è una sola: prendere parte all’innovazione o subirne passivamente le conseguenze?». L’esperienza di Michel Byvoet, che ha lanciato più di 30 anni fa il marchio Bivolino che realizza e vende camicie su misura, conferma che la spinta alla digitalizzazione ha origine ed è guidata dalle richieste dei consumatori. «Per chi vuole fare customization – è stato il suo consiglio – le impostazioni di personalizzazione sono fondamentali, perché andranno a impattare sull’e-store. Concordo con Leonie, poi, riguardo alla sostenibilità: finora la tecnologia è stata utilizzata per favorire i consumatori senza attenzione per l’ambiente, ma in futuro dovrà essere diretta anche a rendere il più sostenibile possibile la supply chain». Da questo punto di vista, buone notizie giungono da Peter Santora, la cui Softweare Automation produce robot che automatizzano i processi di cucitura di calzature, prodotti di arredamento e abbigliamento: «La corsa del mondo manifatturiero a spostarsi di paese in paese alla ricerca del costo del lavoro più basso non si arresta, ma il digitale e la robotica possono cambiare questo meccanismo e gli effetti si vedono già, vedi i casi di reshoring industriale». Michael Ernst occupa la cattedra di Sviluppo dei prodotti tessili all’università di Niederrhein, nella facoltà di Tecnologia tessile e dell’abbigliamento. «Abbiamo notato – ha raccontato Ernst in occasione di Texprocess – un problema legato alla mentalità: le soluzioni tecnologiche, digitali, innovative ci sono già, ma ciò che manca è la decisione di adottarle e sfruttarle, ci sono ancora molte barriere mentali». «Start now to be ready tomorrow» (comincia oggi per farti trovare pronto domani) è il consiglio di Karsten Newbury, a capo della divisione software di Gerber. «Le testimonianze di oggi – ha sottolineato – ci dicono che il momento di investire è ora. Come in molti altri ambiti, se si attende la perfezione si rischia di rimanere tagliati fuori, soprattutto oggi che il digitale accelera i processi di cambiamento. Per cui è meglio partire ora con una soluzione che non collimi al 100% con le proprie esigenze ma su cui si possa intervenire per metterla a punto, piuttosto che restare fermi».

 

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