Il tessile sostenibile italiano presentato in Cina

Il prossimo 21 maggio ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e ACIMIT, Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinario Tessile, organizzano un seminario tecnologico a Nanchino che vedrà la partecipazione di alcuni noti costruttori di tecnologie tessili: Bianco, Brazzoli, Hip Mitsu, Lawer, LGL, Noseda, Obem, Reggiani. Le aziende tessili cinesi presenti all’evento potranno dunque conoscere meglio come l’offerta tecnologica italiana sia già fortemente impegnata sui temi del risparmio energetico, dell’efficienza produttiva e del rispetto ambientale.

La Cina rappresenta il principale mercato per il meccanotessile mondiale e per quello italiano in particolare. Nel 2012 le aziende italiane hanno esportato sul mercato cinese macchine per un valore di 352 milioni di euro. Nonostante la flessione rispetto al 2011 (-22%), la Cina resta il principale mercato estero per l’Italia, con una quota pari al 21% del totale esportato.

L’industria tessile locale, per centrare gli obiettivi posti dal 12° piano quinquennale in tema di risparmio energetico e riduzione delle emissioni ambientali, deve investire nei prossimi anni in nuove tecnologie sostenibili. In questa direzione spingono anche le autorità governative locali prevedendo una serie di incentivi fiscali per l’acquisto di macchinari in grado di assicurare i livelli di sostenibilità energetica e ambientale fissati nel piano quinquennale.

Il seminario tecnologico ha, dunque, l’obiettivo di mostrare alle aziende tessili cinesi i progressi conseguiti dalla tecnologia italiana nell’ambito della progettazione e costruzione di macchinari a basso impatto ambientale e ad elevato risparmio energetico.

A Nanchino verrà presentato il progetto Sustainable Technologies, lanciato nel 2010 da ACIMIT, in collaborazione con la società di consulenza D’Appolonia, Esso consente di individuare le aziende meccanotessili italiane che producono macchine e impianti a minor impatto ambientale, coniugando sostenibilità ed innovazione.

Le performance energetiche e ambientali del macchinario tessile vengono misurate e dichiarate nella “green label” di ogni macchina. Sono inoltre segnalate le quantità di emissioni equivalenti di anidride carbonica (Carbon Footprint – CFP), prodotte durante il funzionamento. Le aziende aderenti al progetto sono contraddistinte dal marchio “Suppliers of Sustainable Technologies”.

In assenza di norme di riferimento condivise a livello internazionale, i costruttori italiani di macchine tessili con questo progetto si propongono quali attori principali per fornire tecnologia sostenibile, in grado di sfruttare razionalmente le risorse, minimizzando l’uso di energia e materie prime permettendo ai fruitori delle loro macchine di coniugare efficienza produttiva e sostenibilità ambientale.

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