Le fibre di cashmere si ricavano dal vello di una particolare specie di capre, comunemente chiamate capre cashmere (Kashmir goats), che vengono allevate in paesi come Iran, Russia, Afganistan, Turchia e India. Ma il cashmere più bello e più pregiato al mondo proviene dagli altopiani della Mongolia Interna cinese si distingue per l’elevata finezza delle fibre (14 – 15 µ), per la loro lunghezza e uniformità. In Mongolia esterna, a Nord del deserto del Gobi, vi è la produzione della fibra “brown”, mentre nell’Inner Mongolia, a Sud, viene prodotta la fibra “white”, più preziosa. Per proteggersi dai rigori del clima, le capre cashmere possiedono due manti: uno superficiale, formato da peli grossolani, e uno più vicino al corpo, composto da una lanugine corta, sottile e molto calda, detta “duvet”. A primavera, i pastori tagliano prima i crini esterni con le forbici e poi raccolgono la parte più fine con appositi pettini dai denti lunghi. Le fibre dei due manti della capra vengono quindi separate, perché solo il duvet costituisce il cashmere propriamente detto.

Il cashmere è una delle fibre più pregiate e nobili esistenti

In primavera c’è la tosa e i suoi peli vengono lavati e degiarrati. Più la degiarratura è ben realizzata e più il prodotto finale sarà puro, senza peli neri e giarre. Dopo la degiarratura si può calcolare che una capra produce solo circa 150-200 grammi di fibra di cashmere utilizzabile (rispetto ai due chili del mantello) un altro 10% circa viene perso successivamente nella filatura. Al confronto con la lana, anche se pregiata, il cashmere è molto più brillante, lucido, morbido e isotermico. Analizzando a microscopio il pelo, sempre rispetto alla lana presenta scaglie meno nette con margini distanziati e con angoli lisci. Lo standard per la classificazione della bellezza e quindi del prezzo della materia prima del nobile materiale sono il colore, la purezza, la finezza e la lunghezza: più il cashmere sarà chiaro, senza giarre, peli neri, sottile e lungo, più il suo prezzo sarà alto.

Come fare a sapere cosa si compra ed essere certi che si stia acquistando un capo di vero cashmere proveniente dalla Mongolia?

Si sente parlare di un’imminente legge europea che imporrà ai produttori e agli importatori di maglieria di indicare per ogni capo la provenienza della materia prima e del filo e il luogo di confezionamento del capo finito, se fibra lunga o corta, se puro cashmere ecc. In Mongolia, per esempio, vi sono numerosi spacci delle più importanti aziende di produzione di cashmere, tutte situate nella capitale Ulaanbaatar.

PRO E CONTRO del cashmere

Tra le proprietà che rendono prezioso il cashmere possiamo citare la morbidezza (il contatto con la pelle risulta infatti essere soffice e delicato), la capacità di mantenere una temperatura costante (grazie alla proprietà termoregolazione che lo rende adatto sia alla stagione fredda che a quella calda), l’ingroscopicità (assorbe l’umidità e quindi il sudore, ed è per questo un tessuto traspirabile), l’antistaticità (non attira a sé campi elettromagnetici, ed elettrostatici quindi non attira la polvere), ama l’acqua (le fibre, bagnandosi, reagiscono allentandosi), e si infeltrisce meno della lana causa della sua particolare tipologia di scaglie. Inoltre, ha una molteplicità di colori (almeno 7 dal bianco al marrone, al grigio al rossiccio) e una buona solidità del colore. Tra la proprietà negative il pilling e la durata.

Elenco delle fibre realizzate con peli animali

Leggi l’articolo completo a pag. 34 di Technofashion – dicembre 2017

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