Busto Arsizio ospita TEX2020

I prodotti tessili fatti in Italia subiscono la fortissima concorrenza di quelli realizzati in paesi a basso costo di manodopera, di bassa qualità e privi delle più elementari limitazioni all’impiego di sostanze nocive e di rispetto per l’ambiente.

In molti paesi stranieri (a partire dalla Cina) esistono all’ingresso laboratori enormi che controllano parametri qualitativi e chimici su ogni lotto di produzione proveniente dall’Italia. Al contrario – sui prodotti che da quegli stessi paesi arrivano in Italia e in UE – noi non facciamo controlli adeguati, nemmeno di nocività per la salute di chi dovrà impiegarli.

Produrre in Italia significa sopportare costi energetici e di manodopera elevati, rispettare leggi severe che (giustamente) impongono sicurezza, rispetto dell’ambiente, prodotti sani e divieti per certe sostanze coloranti e chimiche. Se invece quei prodotti vengono importano da lontano sussistono ben pochi vincoli, anche acquistando in paesi “disinvolti” in fatto di sicurezza, ambiente e nocività delle sostanze coloranti e chimiche impiegate.

L’assenza di reciprocità nei controlli e nell’immissione dei prodotti tessili sul mercato ha dato luogo ad una “asimmetria operativa” con un duplice, paradossale effetto: in Italia e in Europa registriamo una crisi drammatica dei produttori soprattutto tessili, insieme con una “non tutela” della salute dei consumatori; nei paesi extra-UE assistiamo ad un inquinamento ambientale senza precedenti, insieme con la completa “non tutela” della salute e della sicurezza di coloro che laggiù lavorano. Sono testimonianza di queste affermazioni le prove allarmanti di autorevoli laboratori, le dermatiti ed allergie in crescita fra la popolazione europea, come pure gli eventi drammatici anche recenti in paesi del Far-East.

Con TEX2020, una “due giorni” di convegni lanciata dall’Amministrazione Comunale di Busto Arsizio (15-16 novembre), si propone una prima giornata di alto livello scientifico e tecnico tesa a far chiarezza sullo stato dell’arte, con attenzione ai molti attori coinvolti pubblici e privati, alle delicate tematiche che si pongono e alle criticità tecniche esistenti. Nella seconda giornata sarà data voce ai tanti giovani che attraverso il Progetto Dress Care hanno esplorato il mondo della produzione tessile, formandosi una loro opinione e lanciando idee innovative per la salute e la sicurezza dell’abbigliamento e per la trasparenza della filiera produttiva.

AICTC, Associazione Italiana di Chimica Tessile e Coloristica è l’ente scientifico no profit organizzatore della prima giornata tecnica: i relatori tracceranno limiti ed alternative ad alcuni prodotti chimici attuali, proponendo soluzioni che il mondo della ricerca sta per rendere disponibili. Ed assisteremo anche alla testimonianza di alcune aziende che presenteranno il percorso da loro effettuato verso la sostenibilità, trasformata da vincolo in opportunità economicamente vantaggiosa.

Dress Care, progetto dell’Unione Province Italiane con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è il grande protagonista della seconda giornata, con la partecipazione della “società civile” a partire da tanti studenti e professori, scuole ed istituti che presenteranno quanto realizzato nell’esperienza progettuale con il supporto delle Province di Bari e di Varese, del Comune di Busto Arsizio, di Confindustria Bari, della LILT, di NewTex e di altre associazioni.

 Leggi il programma dell’evento

Piero Sandroni
Presidente del Gruppo Merceologico Nobilitazione Tessile
dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese
e
Presidente di NewTex Distretto Tessile Innovazione
che gestisce il marchio pubblico di certificazione PoloTexSport™

 

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